Sagre e feste: norme più stringenti anche in Lunigiana

Anche se i sindaci rassicurano “per ora non ci sono problematiche particolari”

sagre-2è allarme per la realizzazione delle feste e delle sagre sul territorio nazionale. La ragione è per tutti la stessa: la circolare Gabrielli sulle norme sulla sicurezza in vigore da maggio 2017, nonostante le revisioni apportate la scorsa estate, restano un ostacolo per i Comuni, soprattutto per i più piccoli che per ottemperare a tutte le richieste del ministero dell’Interno, devono spendere troppi soldi anche solo per la burocrazia. Migliaia di processioni, fiere e sagre quest’estate sono state cancellate e molte hanno dovuto ridimensionarsi. Un grido di allarme che è trasversale e che giunge da tutta Italia. A mettere in ginocchio i comuni, le Pro Loco e gli organizzatori sarebbero proprio gli effetti delle misure di sicurezza adottate dal capo della Polizia Franco Gabrielli dopo il concerto di Ariana Grande a Manchester e all’indomani dei fatti di piazza San Carlo a Torino il 3 giugno 2016: monitoraggio degli accessi mediante sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi, steward, impedimenti fisici al transito dei veicoli e un iter burocratico più complesso e molto altro. Difficoltà che sono più sensibili per i piccoli comuni spesso chiamati a ridurre le dimensioni delle manifestazioni e ad aumentare le spese senza contare l’aggravio burocratico. Rispetto agli standard del passato, dov’era il sindaco a porre una firma per l’utilizzo dello spazio pubblico, ora il soggetto proponente deve presentare una pratica, sottoscritta da un geometra competente, allo Suap, lo Sportello unico per le attività produttive. Da qui segue la convocazione della commissione di vigilanza con un inevitabile aumento dei costi. E com’è la situazione in Lunigiana? Per ora sembrerebbe tutto sotto controllo, almeno sentendo il parere dei primi cittadini da noi contattati e poi osservando lo stuolo di iniziative che si susseguono nel territorio lunigianese. “Sì c’è stato un irrigidimento delle norme – sottolinea il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini – ma soprattutto c’è una maggiore attenzione per fare rispettare quelle già in vigore. Quindi sicuramente c’è stata una complicazione dal punto di vista burocratico e magari una richiesta di una maggiore competenza anche legale. Comunque chi rispetta le regole non ha niente da temere e per ora non si sono riscontrate eccessive difficoltà”. Anche se poi il primo cittadino pontremolese paventa un possibile rischio futuro che non ha a che fare con le sagre estive ma con l’appuntamento della Disfida di gennaio dei due falò “sì, qualche problematica in questo senso ci potrebbe essere. Ovviamente dobbiamo confrontarci con i rappresentanti dei fuochisti e poi decidere come procedere”. “è chiaro che si chiede una maggiore attenzione a noi sindaci e alle associazioni che organizzano gli eventi – evidenzia Annalisa Folloni sindaco di Filattiera – ma credo che utilizzando il buon senso si possano garantire delle manifestazioni sicure senza chiedere troppi sacrifici agli organizzatori”. (r.s.)

All’attacco il sindaco di Villafranca Filippo Bellesi
Assurda la “tassa sulle sagre”

Il sindaco di Villafranca Filippo Bellesi
Il sindaco di Villafranca Filippo Bellesi

Sono tanti, come scritto sopra, i passaggi burocratici e le spese per ottenere permessi per feste e sagre, ma la trovata dell’ultima tariffa, denominata ISP8 bis, su delibera della Regione Toscana, relativa al tariffario legato all’organizzazione di eventi sul territorio, è veramente assurda. È il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi, a “tuonare”. “C’è ancora parecchia confusione, dice il primo cittadino, su quest’ultima tassa. Infatti non è ancora chiaro se a pagare debba essere il Comune oppure il gruppo o l’associazione che promuove la festa. Una cosa è certa: il pagamento di trecento euro all’Asl prima di far partire gli appuntamenti. Vergognoso usare certi modi di tassare in un mare di balzelli e di oneri che non vanno certamente nella direzione della valorizzazione della Lunigiana. Fra l’altro la normativa arriva nel bel mezzo dell’estate quando abbiamo il pieno delle manifestazioni. Chiediamoci, chiosa Bellesi, se questa è la strada giusta, secondo la Regione, per quel tanto sbandierato decollo della nostra vallata. A noi pare esattamente il contrario costringendoci a ridurre di parecchio le manifestazioni previste”. i.f.

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