Lunigiana Film Festival: tre giorni tra natura e cultura

La rassegna, con ospite Licia Colò, ha visto la premiazione di quattro cortometraggi. Molti gli eventi collaterali, tra cui la presentazione del libro di Guido Franchetti ed interesse ha suscitato anche l’incontro dedicato al romanzo postumo di Amedeo Benedetti.

I quattro vincenti del Lunigiana Film Festival con il direttore artistico della manifestazione, il regista Daniele Cecchini, e l'ospite d’onore la conduttrice televisiva Licia Colò
I quattro vincenti del Lunigiana Film Festival con il direttore artistico della manifestazione, il regista Daniele Cecchini, e l’ospite d’onore la conduttrice televisiva Licia Colò

Si è concluso tra gli applausi a Fivizzano il Lunigiana Film Festival, la rassegna cinematografica che per tre giorni ha provato a raccontare con le immagini (ma non solo) le tematiche della Lunigiana, dall’ambiente alla montagna. Un’edizione, la terza, di alto livello che ha avuto come direttore artistico il regista Daniele Ceccarini e ospite d’onore è stata la nota conduttrice televisiva Licia Colò, che nella serata di sabato 18 maggio ha ricevuto il Premio dedicato all’ambiente. Durante la cerimonia di premiazione i cortometraggi sono stati proiettati nel suggestivo scenario del Museo San Giovanni. I premi consegnati ai vincitori sono stati realizzati dall’artista spezzino Gianmaria Macchiavelli. Ed ecco i vincitori di questa edizione: per la sezione tema libero “Scent of the star” (La luce delle stelle) di Franesco Felli, sul tema ambiente “Terre di mezzo” (Middle lands) di Maria Conte, sul tema montagna “Wallmapu” di Ben Sturgulweski, premio Legambiente a “Gavaot” di Carlo Limonta Filmmaker. Molti sono stati gli eventi collaterali all’interno della manifestazione ma due, in particolare, hanno richiamato l’attenzione delle persone amanti della letteratura. Venerdì 17 maggio, nel Museo degli Agostiniani, Francesco Leonardi, ha presentato il libro di Guido Franchetti “La lettera mai aperta” (Ed. Apua service). Franchetti, noto negli ambienti artistici per le sue geniali sculture, prevalentemente tratte dalla elaborazione di elementi naturali, ma apprezzatissimo anche per la sua sensibilità poetica, in lingua ed in dialetto, in questa sua prima pubblicazione ha scritto il romanzo della sua vita, meglio di un periodo fondamentale di essa, “la giovanile esperienza di lavoro come cameriere emigrato in Germania”. è stato, infatti, come sottolineato da Leonardi, uno dei protagonisti “del fenomeno dell’emigrazione che ha riguardato molti italiani nella seconda metà del secolo scorso e che oggi è diventato uno dei principali temi che riguardano l’umanità”. Il racconto autobiografico è assimilabile ad un grande puzzle di episodi che toccano le corde del vivere, fino a rappresentare le sequenze per la sceneggiatura di un film: la nostalgia per il proprio paese e per i famigliari lontani, l’amicizia autentica, l’amore e le difficoltà per coronarlo a causa dei pregiudizi religiosi ed etnici. Così il compianto poeta e scrittore Franco Rampone scriveva a Guido – era il marzo del 2013 -, dopo aver letto il libro: “il tuo esporre è semplice, chiaro, privo di inutili orpelli, accattivante. Il tuo procedere per brevi ed incisivi “flashes-verità” mantiene sempre una tensione elevata, quasi fosse un libro giallo”. Un vero e proprio giallo è, invece, il libro postumo di Amedeo Benedetti, composto di due romanzi, “Inchiesta in provincia” e “Delitto all’Istituto Arecco” (Ed. Campano). Benedetti, scomparso prematuramente nel 2017, è stato “scrittore, critico e storico della letteratura. Autore poliedrico, si è a lungo occupato della storia dell’Ottocento e della storia lunigianese. Suoi sono originali studi condotti sulla tecnica della comunicazione, con oltre 250 pubblicazioni sulle maggiori riviste specialistiche. Tra le sue opere saggistiche più importanti figurano le biografie di Giovanni Gargiolli, Adolfo Bartoli, Amelia Sarteschi Calani, Emanuele Gerini, Umberto Bassignani”, pubblicate in collaborazione con il Comune di Fivizzano, protagonista, in questi ultimi dieci anni, di una iniziativa editoriale, rivolta alla pubblicazione dedicato a personaggi che hanno dato lustro alla cultura e a Fivizzano, ma un po’ dimenticati. è stato Leonardi a ripercorrere la storia delle numerose pubblicazioni di Benedetti e del contributo documentario fornito dallo storico professor Pietro Tedeschi. I due romanzi in questione, presentati il 18 maggio alla presenza di un folto pubblico, sono stati “ritrovati” nel computer di Benedetti. Si tratta di “due casi enigmatici e misteriosi che saranno risolti dal malinconico, romantico e disincantato ispettore capo Cusano”. I famigliari, in ricordo di Amedeo, hanno fatto dono del libro a tutti i presenti.

Andreino Fabiani

 

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