A confronto i quattro candidati a sindaco di Fivizzano

Intervista a Moscatelli, Giannetti, Domenichelli e Novelli

Queste le tre domande che abbiamo rivolto a tutti e tre i candidati.
1) Quali motivazioni ( amministrative, politiche, ideali,…….) l’hanno sollecitata a candidarsi per la guida del Comune?
2) Quali sono i punti programmatici che ritiene più qualificanti fra quelli proposti dalla sua lista?
3) Come si pone di fronte all’Amministrazione in scadenza e quali sono le speranze che nutre per il futuro del territorio?

Gian Luigi Giannetti il candidato del centrosinistra
Gian Luigi Giannetti

Gianluigi Giannetti (Progetto Comune Giannetti sindaco)

“Impegno vero per il territorio” per promuovere Fivizzano nel mondo

1) Lo slogan usato dalla nostra lista “Progetto Comune” dice molto “da sempre impegno vero per il proprio territorio”, ho trascorso la mia vita dedicandola all’associazionismo, al volontariato ai giovani, sono stato fino a qualche giorno fa presidente del “Gruppo Storico Fivizzano” promuovendo il Comune di Fivizzano nel mondo, coinvolgendo centinaia di giovani e accumulando esperienze uniche, dimostrando che con organizzazione, programmazione, competenza, passione  e impegno si possono ottenere risultati incredibili. Ho deciso di mettere a disposizione dell’intera comunità fivizzanese queste mie esperienze e capacità per sviluppare l’intero territorio con la speranza di vedere il Comune di Fivizzano, non domani, ma nel 2030 fortemente potenziato e rilanciato sotto tutti i punti di vista.
2) Completamento della strada 445 della Valle del Lucido, apertura del secondo piano del Polo Riabilitativo Don Gnocchi con 24 posti letto in più e oltre 20 posti di lavoro con mantenimento e sviluppo della struttura ospedaliera, forte sviluppo del Turismo con una riorganizzazione generale e sinergica di tutte le potenzialità che il nostro territorio offre, ripopolamento demografico attirando giovani famiglie con reddito nell’ambito dell’economia digitale da svolgere in remoto.
3) Credo che tra le molte difficoltà che oggi vivono le pubbliche amministrazioni per le regole sempre più complesse ed una burocrazia che spesso rallenta i procedimenti, l’Amministrazione uscente ha comunque raggiunto diversi obbiettivi con molto impegno, delineando la strada che il nostro Comune dovrà perseguire per il futuro, cioè uno sviluppo prettamente turistico con grande attenzione a sfruttare tutte le potenzialità che il nostro territorio ci garantisce, dall’ambiente, alla storia, alla cultura fino alla memoria, con la speranza di vedere nel 2030 il Comune di Fivizzano completamente rilanciato.

Michele Novelli
Michele Novelli

Michele Novelli (Prima Fivizzano)

Pragmatismo leghista per rilanciare l’economia locale

1) Sono un militante Leghista ed ero interessato a sostenere una lista di centro destra che fosse vera alternativa al PD. Per mesi abbiamo assistito ad un balletto di nomi, tutti erano interessati solo al nome del candidato a Sindaco con veti contrapposti che hanno prodotto 4 liste. Il14 marzo ho deciso di fronte a “o ti adegui o ti espello” di fare una lista di militanti, sostenitori elettori tutti leghisti.
2) Il nostro programma è innovativo, non è un libro dei sogni, di promesse elettorali. Pragmatismo Leghista, investimenti in agricoltura e turismo, il volano possibile della nostra economia locale, asili nido gratuiti, interventi per la dignità del lavoro, sicurezza, lotta alle dipendenze che sono un problema sanitario, sociale e di microcriminalità.
3) Non appartengo a quei politici che danno tutte le colpe a quelli che li hanno preceduti. Porterò a compimento tutti i cantieri approvati e già finanziati. Per il giudizio sugli ultimi 20 annni basta guardare il livello di spopolamento di Fivizzano. Un lento, inesorabile declino.

Il candidato Mirko Moscatelli
Mirko Moscatelli

Mirco Moscatelli (Lista Civica 2.0 – il futuro al centro)

Tre assi strategici per cambiare il passo dell’amministrazione

1) Sicuramente dall’ascolto delle persone comuni. In molti mi hanno chiesto di continuare la mia battaglia e, vedendomi come il soggetto che ha osato sbattere la porta in faccia al sistema, ritengono che io possa portare il valore aggiunto necessario a vincere una battaglia di democrazia e sviluppo per il nostro comune. La mia candidatura nasce dalla volontà di non lasciare sguarnito il campo civico che è l’unico in grado di raccordare le tre valli (Lucido, Bardine e Rosaro) che per anni sono state strumentalmente messe l’una contro l’altra nella logica del “divide et impera”. Atteggiamento che ha portato all’impoverimento di tutti, invece lavorando tutti assieme saremo in grado di rilanciare il territorio nella sua interezza.
2) La logica della nostra lista è quella di cambiare decisamente passo. Quindi ci muoveremo su tre assi strategici principali: progetti di ampio respiro che coinvolgeranno tutta la popolazione per il quinquennio come la bandiera arancione, di cui abbiamo fatto una battaglia per la sopravvivenza del territorio o il completamento della bretella della Valle del Lucido; il secondo asse sarà il nuovo rapporto col cittadino che verrà messo al centro dell’attività amministrativa attraverso l’adozione del bilancio sociale dell’ente. Accanto a questo l’ordinario. Con gli avanzi di bilancio che abbiamo avuto in questi anni non è possibile che le strade versino nelle condizioni in cui sono per cui il piano delle manutenzioni sarà implementato da subito: questa è la modalità che attueremo nei vari aspetti della vita amministrativa una visione unica che permette di armonizzare ed implementare le scelte strategiche con l’attività ordinaria.
3) Rispetto alla amministrazione uscente ho preso un’altra strada. I perchè sono molti ma in generale ho rifiutato una amministrazione che non si è presa cura delle fragilità del territorio che si declinano in vari modi (ambiente, anziani, giovani, famiglie). Ecco, in una parola quello che spero per i prossimi cinque anni è far uscire questo territorio dalla fragilità che lo contraddistingue da troppo tempo.

Il candidato Alessandro Domenichelli
Alessandro Domenichelli

Alessandro Domenichelli (Alternativa per il futuro)

Terminare le incompiute e far diventare Fivizzano un “museo all’aperto”

1) Mi ha spinto l’amore per il mio Paese, il desiderio di fare qualcosa per restituire speranza ad un futuro compromesso dall’apatia, dalla rassegnazione. Dovevo offrire ai miei concittadini l’esperienza professionale maturata in tanti anni per concorrere a cambiare un sistema di potere che non produce ricchezza, ma solo clientelismo. Ho un programma condiviso con il territorio e un’ottima squadra di persone, il meglio in materia di competenze del civismo del comune.
2) Innanzitutto il nostro programma punta a terminare le opere incompiute, il Palazzetto dello sport, le Scuole. Anche la variante di Gragnola, per la quale occorre reperire le risorse e consentire un’alternativa alla viabilità all’interno del borgo. Nomineremo un assessore ai lavori pubblici, che sarà un tecnico esterno, e lo chiameremo proprio “assessore alle opere incompiute”, perché si dovrà occupare di tutte le opere lasciate a metà dalle precedenti amministrazioni e delle frazioni che sono state completamente abbandonate. Tutte le risorse che caratterizzano il territorio devono essere censite e il Comune deve diventare un immenso “Museo all’aperto”. Musei-villaggi, musei-fattoria, musei viventi di storia e musei di costume, devono far rete con i tradizionali musei attualmente non valorizzati del territorio. Non potevamo poi dimenticare il rilancio delle Terme di Equi, l’aiuto agli agricoltori e il turismo enogastronomico, archeologico, outdoor.
3) Ho fatto opposizione all’Amministrazione uscente in maniera seria, ho criticato la mancanza di progettualità e di risultati, ma oggi voglio pensare al futuro. Dobbiamo evitare lo spopolamento del territorio. Il calo demografico è costante con un trend annuale negativo di circa 180 unità. Se ne vanno i giovani in cerca di lavoro, se ne vanno i genitori con figli per farli crescere in un mondo che offrirà loro servizi e lavoro per una vita migliore. A fronte di tale emergenza sociale dovremo agire sulle cause che la determinano. Tre sono i settori fondamentali su cui intervenire con priorità: servizi, infrastrutture, lavoro.

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