Don Luca, al servizio della diocesi e aperto al dialogo

8xmille Senza Frontiere.
Il contributo di don Luca Franceschini alla cura dei beni artistici e alla tolleranza religiosa

04Franceschini_donLucaHo conosciuto don Luca quando ero appena una bambina di 9 anni, perché fu a lui che confessai i miei “peccati” di ragazzina durante la mia prima confessione in Duomo a Massa nel lontano 1996. E fu sempre il sacerdote della barba lunga, così lo chiamavamo noi bambini del catechismo, che mi diede la prima comunione e mi guidò così nel percorso verso la fede e la mia crescita religiosa. 
Don Luca Franceschini è sicuramente un punto di riferimento per la comunità cattolica e non di tutta la diocesi di Massa Carrara, da sempre in prima linea per difendere e promuovere i valori della tolleranza religiosa avviando, insieme ad altri preti della diocesi di Massa Carrara – Pontremoli, incontri con il mondo dei musulmani e con gli ortodossi.  “Era il 1997 quando conobbi don Luca durante uno dei primi incontri di dialogo interreligioso – ricorda Youssef Sbai, referente della comunità musulmana di Massa Carrara – in poco tempo si è instaurato con lui un intenso rapporto di amicizia. Il suo costante e energico impegno nel cammino nel percorso di dialogo ci ha trasmesso coraggio, fiducia e tanta speranza. Questo fatto ha avuto una bella ricaduta sulla posizione delle comunità dei musulmani locali, acquisendo così gli strumenti necessari per integrarsi nella società italiana e contribuire non soltanto allo sviluppo economico, ma anche a quello socio-culturale”.
Anche la promozione della cultura ha rappresentato nella vita di don Luca un punto fondamentale del suo ministero: dal 2006 è direttore dell’Ufficio Beni Culturali Arte Sacra, nonché membro del comitato nazionale restauro della Cei, oltre che direttore dell’archivio diocesano e del museo diocesano. 
Grazie al suo impegno nell’ambito dell’arte e dei Beni Culturali si aggiudica, nel  2017, il premio per la cultura “San Domenichino”.
Un percorso di vita sicuramente vissuto con intensità quello di don Franceschini, fatto di alti e bassi come per tutte le persone. Ricordo le sue sofferenze per la perdita dell’amata mamma, morta dopo una lunga malattia; il suo entusiasmo ma anche la sua malinconia quando, nel 2007, dovette lasciare il suo incarico di sacerdote del Duomo per andare a ricoprire il ruolo di parroco nella chiesa della Madonna del Monte di Massa, dove tutt’ora oggi svolge il suo operato.
Oltre alla fede, certamente l’amore per la musica, soprattutto per l’organo, che ha studiato per diversi anni, gli ha dato la forza di affrontare le difficoltà che la vita gli ha messo davanti. Come grande appassionato della lingua russa, è diventato responsabile sezione massese dell’associazione “Russia Cristiana” e ha portato la città a conoscere una società molto diversa dalla nostra. 
Nel 2018, grazie ai fondi del 8xmille, progetto sostenuto in prima persona da don Luca, si sono potuti acquistare e ristrutturare gli edifici antistanti la chiesa della Madonna del Monte. Oggi queste strutture rappresentano un punto di ritrovo fondamentale per i giovani, che passano lì il loro tempo libero per giocare, per seguire i corsi di catechismo e incontrarsi con gli amici, lontani dai social e dal mondo virtuale. L’oratorio, realizzato grazie ai fondi dell’ 8xmille, è un centro importante anche per l’intera comunità, che si ritrova in quei locali per feste, momenti di preghiera e incontri parrocchiali.
“Con don Luca siamo stati compagni di seminario: tutto l’iter di formazione fino all’ordinazione sacerdotale l’abbiamo fatto insieme – racconta don Lorenzo, parroco della chiesa di San Martino – e nei momenti di festa io cantavo e lui mi accompagnava! Una delle virtù di don Luca è il pieno inserimento nella vita della diocesi, delle parrocchie e nella comunità dei sacerdoti: conoscere in modo vivo per poter valutare e consigliare nella difficile scelta tra i molti progetti da finanziare con l’8xmille. Non solo sapere ma conoscere la realtà, le persone”.

(Sara Lavorini)

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