I licei lunigianesi primeggiano nel panorama scolastico del comprensorio

Pubblicata l’indagine della Fondazione Agnelli sulle scuole superiori italiane

scuolaChe livello qualitativo presentano le scuole superiori della Lunigiana? La domanda rimbalza da anni sia tra gli addetti ai lavori che tra le famiglie degli studenti, entrambi a fare i conti con i cambiamenti demografici e socioeconomici della val di Magra e con le epocali mutazioni della società e del mondo del lavoro. Una risposta la offre la mappatura delle scuole superiori di tutta Italia che da alcuni anni compie la Fondazione Agnelli, autorevole voce nel campo degli studi sui percorsi di istruzione, tramite il progetto Eduscopio. I risultati dell’indagine 2018 sono stati appena pubblicati sul sito internet www.eduscopio.it, assieme ad una ricca scheda statistica di ogni scuola. Per la Lunigiana le risposte – che devono comunque essere prese con la dovuta cautela data la complessità dell’analisi – sono in chiaroscuro: bene i licei, problematica la situazione dei professionali. Risultati rispetto ai quali è necessaria un’analisi approfondita, in rapporto anche al preoccupante fenomeno della migrazione di studenti lunigianesi verso le scuole dell’area spezzina.

I lusinghieri risultati di licei e tecnici…

I dati elaborati dalla Fondazione Agnelli relativi ai Licei e agli Istituti Tecnici del comprensorio
I dati elaborati dalla Fondazione Agnelli relativi ai Licei e agli Istituti Tecnici del comprensorio

Per licei e istituti tecnici l’indice di successo adottato dalla Fondazione Agnelli è costituito dal successo universitario dei suoi studenti nel primo anno di studi accademici, mettendo assieme la media dei voti conseguiti e i crediti formativi ottenuti. Si tratta di un indice non privo di criticità ma che promuove in pieno diversi indirizzi di studi lunigianesi. Tra i licei classici, il Vescovile di Pontremoli, primo in graduatoria, e il Leopardi di Aulla, secondo, mostrano indici di successo superiori a quelli dei loro diretti concorrenti: il Costa di La Spezia e il Parentucelli di Sarzana. Il Liceo scientifico di Villafranca, nella sua categoria è secondo solo allo spezzino Pacinotti, considerato uno dei licei con più alta reputazione in Liguria. Gli indirizzi di studio del Belmesseri di Pontremoli sono primi in graduatoria sia nell’economico che nel tecnologico, precedendo sia le scuole dello spezzino, sia l’istituto tecnico della vicina Borgotaro. Non primeggia il Liceo delle Scienze Umane “Malaspina”, sopravanzato dal Mazzini di Spezia ma con indici di successo maggiori dell’omologa scuola valtarese, mentre le difficoltà maggiori le mostra il linguistico, sempre del “Malaspina”, con livelli di successo inferiori alle scuole di Spezia, Carrara e Borgotaro. Un dato interessante riguarda la percentuale di studenti che hanno raggiunto senza bocciature il diploma: se è alta, la scuola è molto inclusiva e gli studenti hanno avuto percorsi regolari; se è bassa, la scuola è molto selettiva e gli studenti sono incappati in bocciature e/o hanno abbandonato il corso di studi. Dai dati emerge come gli indici di successo universitario dei licei e degli istituti tecnici lunigianesi meglio collocati in graduatoria vadano di pari passo con buoni indici di inclusività. Cioè: minori bocciature non sono sinonimo di lassismo ma del raggiungimento di adeguati livelli di preparazione.

Le difficoltà dei Professionali…

I dati elaborati dalla Fondazione Agnelli relativi ai Professionali
I dati elaborati dalla Fondazione Agnelli relativi ai Professionali

Per i professionali l’indice di successo formativo è misurato in termini di inserimento lavorativo dei diplomati, declinato in due modi. Il primo riguarda gli occupati (per almeno 6 mesi entro due anni dal diploma) tra quanti non si sono iscritti all’università. Il secondo è la percentuale di quanti, a 2 anni dal diploma, lavorano e hanno una qualifica professionale in linea con il titolo di studio conseguito. In questo ambito, le scuole lunigianesi soffrono. Maggiormente per quanto riguarda l’indirizzo servizi (Belmesseri di Villafranca), con livelli di “placement” occupazionale inferiori alle scuole concorrenti e comunque con impieghi in due casi su tre non coerenti con il titolo di studio, ma anche per gli indirizzi industria e artigianato: in questo settore il Pacinotti di Bagnone fa molto peggio del Chiodo di La Spezia. Superfluo sottolineare che su questi dati pesa, più che la qualità della scuola, le difficoltà del tessuto economico locale nell’assorbire le professionalità formatesi in queste scuole.

Davide Tondani