“Fateci uscire dal Pakistan, siamo in pericolo”

La richiesta di aiuto del marito di Asia Bibi all’Italia

Peshawar, 1 novembre 2018: proteste contro l’assoluzione di Asia Bibi
Peshawar, 1 novembre 2018: proteste contro l’assoluzione di Asia Bibi

Un appello urgente al governo italiano “a fare uscire dal Pakistan me e la mia famiglia perché siamo in pericolo” è stato lanciato da Ashiq Masih, il marito di Asia Bibi, la donna cristiana condannata 8 anni fa all’impiccagione per blasfemia, di recente assolta dalla Corte Suprema, ma che non può lasciare il Paese a causa delle proteste dei fondamentalisti islamici. La richiesta di aiuto è stata presentata attraverso un videomessaggio all’associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre.
“La nostra vita è in pericolo, abbiamo difficoltà anche a trovare da mangiare”, spiega Ashiq Masih, che lo scorso 24 febbraio era venuto a Roma come testimone dell’evento di Acs ‘Colosseo Rosso’. “È molto importante, conclude, l’attenzione della comunità internazionale e dei media “.
Secondo l’avvocato della donna, il musulmano Saiful Malook, trasferitosi in Olanda per motivi di sicurezza, una istanza di revisione della sentenza della Corte Suprema non dovrebbe avere alcuna conseguenza sulla sentenza della settimana scorsa perché non si tratta di un riesame del caso o della presentazione di nuove prove. Per ribaltare il risultato l’accusa deve dimostrare che nella sentenza c’è qualcosa di scorretto. Secondo Malook, i ritardi nel rilascio della sua assistita dipendono dalla lentezza dei procedimenti previsti. Quanto ad un eventuale accordo tra il governo e i gruppi estremisti, ha precisato, si tratterebbe solo di un modo per salvare la faccia dei leader islamici.

Vaticano, 24 febbraio 2018: Papa Francesco riceve in udienza i familiari di Asia Bibi
Vaticano, 24 febbraio 2018: Papa Francesco riceve in udienza i familiari di Asia Bibi

Pronte le risposte del mondo politico del nostro Paese. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha dichiarato che “ci stiamo lavorando con altri Paesi occidentali, con discrezione per evitare problemi in loco alla famiglia che vuole avere un futuro. Ci tengo che donne e bambini a rischio della vita, possano avere un futuro”.
Toni simili sono riscontrabili anche da parte di esponenti dei vari partiti. “Ho invitato il marito e la famiglia di Asia Bibi ad un incontro al Parlamento Europeo. Chiedo alle autorità del Pakistan di rilasciare i documenti di viaggio necessari”. Impegno al governo italiano perché “l’Italia non si volti dall’altra parte” e “conceda subito asilo politico” a lui e alla sua famiglia è stato chiesto dal presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Sostegno al governo “senza alcuna polemica” è stato assicurato da Matteo Renzi “per liberare Asia Bibi. Tutto quel che si può fare è fondamentale”.
Apprezzamento per le dichiarazioni di Salvini è stato espresso anche da Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia: “Mi auguro che la nostra diplomazia riesca a mettere in salvo Bibi al più presto e che la disumanità e odio non abbiano mai a prevalere”. Anche diversi leader islamici si sono dichiarati d’accordo sulla necessità di dare esecuzione alla sentenza.

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