In bici da Pontremoli a Villafranca… e ritorno

Tre progetti per valorizzare il territorio. Il recupero di due antichi sentieri e la realizzazione di una ciclovia. Comuni ed enti consorziati per lo sviluppo turistico della Lunigiana.

Una ciclovia che costeggia il fiume. Questa vorrebbe essere l'obiettivo del progetto della ciclovia dell'anello del Magra
Una ciclovia che costeggia il fiume. Questa vorrebbe essere l’obiettivo del progetto della ciclovia dell’anello del Magra

Due sentieri ed una ciclovia per valorizzare la Lunigiana e creare un marchio turistico sfruttabile da parte di tutti i comuni. Sono stati recentemente firmati tre convenzioni per partecipare al bando di gara del Gal Lunigiana per accedere ai finanziamenti regionali per lo sviluppo rurale della Toscana. Un finanziamento che, se dovesse essere assegnato, sarebbe di un milione e 600 mila euro. E per una volta, tutta la Lunigiana, si è unita superando gli steccati comunali e le divisioni politiche. Come detto, tre sono le iniziative: due riguardano sentieri storici, la “Via del Volto santo” e la “Via Marchesana”, la terza prevede la realizzazione di un anello ciclabile della Val di Magra. Tre progetti distinti ma che in realtà, come accennato, fanno parte di un’iniziativa unica volta a valorizzare tutto il territorio.

Il borgo di Castevoli, uno dei suggestivi luoghi dove passa la "Via Marchesana"
Il borgo di Castevoli, uno dei suggestivi luoghi dove passa la “Via Marchesana”

Per quanto concerne il “Volto Santo”, (tracciato storico che univa la pianura Padana a Lucca, una sorta di “variante” alla Via Francigena), sono ben dieci gli enti coinvolti: il Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano (capofila del progetto) assieme ai comuni di Pontremoli, Filattiera, Bagnone, Licciana Nardi, Comano, Fivizzano, Casola, Fosdinovo ed Aulla. Mentre per la “Via Marchesana” (anch’essa un percorso alternativo alla Francigena, pare utilizzato dai marchesi Malaspina, e che univa Aulla con Pavia) sono coinvolti l’Unione di Comuni (capofila) ed i comuni di Zeri, Mulazzo, Podenzana, Tresana ed Aulla. Per entrambe le antiche vie sono previsti interventi di sistemazione del tracciato viario, di recupero ed adeguamento di immobili destinati ad ospitalità e supporto informativo e poi il rifacimento della segnaletica, da realizzare in maniera omogenea e con punti informativi tecnologici.

La firma del progetto della ciclovia. Da sinistra Gianluca Crocetti (Pontremoli), Giorgio Santi (Mulazzo), Loris Bernardi (Villafranca) e Giovanni Longinotti (Filattiera). Presente all'incontro, ma non al momento dello scatto, anche il rappresentante del comune di Bagnone Daniele Lombardi.
La firma del progetto della ciclovia. Da sinistra Gianluca Crocetti (Pontremoli), Giorgio Santi (Mulazzo), Loris Bernardi (Villafranca) e Giovanni Longinotti (Filattiera). Presente all’incontro, ma non al momento dello scatto, anche il rappresentante del comune di Bagnone Daniele Lombardi.

Ma, probabilmente, il progetto più ambizioso è quello della ciclovia dell’anello del Magra che coinvolge cinque comuni Pontremoli (capofila), Filattiera, Villafranca, Bagnone e Mulazzo. Gianluca Crocetti (l’ex assessore pontremolese che oggi ha la delega alle attività promozionali del comune) sottolinea che “l’idea è quella di valorizzare il territorio e la realtà fluviale, permettendo di ammirarla su di un percorso ciclabile adatto alle famiglie”. Il percorso partirà all’altezza del ponte della Crësa, per scendere lungo fiume verso Filattiera, passando per il “percorso natura” che costeggia il Magra; salirà verso Mocrone, poi passerà da Virgoletta per entrare a Villafranca. Attraversato il fiume a Ponte Magra, costeggerà il fiume nel territorio di Mulazzo per chiudere poi l’anello a Pontremoli. “L’obiettivo – dice Crocetti – è quello di far sì che, completato il progetto, la ciclovia sia del tutto indipendente dalla Statale della Cisa”. A ciò si arriverà in un secondo momento perché in una prima fase le due vie, seppure per brevi tratti, dovranno convivere: “Comunque ci sarà un’apposita cartellonistica per permettere ai ciclisti di viaggiare in piena sicurezza”. Per quanto riguarda la tempistica la situazione non è ancora ben definita anche perché bisogna attendere il responso sul finanziamento. “Comunque – conclude Crocetti – credo che questo sia il percorso giusto che la Lunigiana deve intraprendere: valorizzare le bellezze turistiche, naturali, enogastronomiche permettendo ai turisti di ammirarle in un contesto di serenità come può essere la gita in bicicletta piuttosto che la passeggiata nei sentieri”. (r.s.)

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