Al voto per i seggi del consiglio provinciale

Solo sindaci e consiglieri chiamati alle urne. Tre liste in gara con ancora una spaccatura nel centrosinistra

La sede della Provincia in piazza Aranci a Massa
La sede della Provincia in piazza Aranci a Massa

Tre le liste in campo in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale che si terranno il prossimo 31 di ottobre. Un voto che non riguarda la figura del presidente, visto che, mentre il consiglio si rinnova ogni due anni, il presidente resta in carica per quattro anni e così Gianni Lorenzetti, (anche sindaco di Montignoso) eletto nel 2016, vedrà scadere il suo mandato solo nel 2020. Ed è un voto che, secondo la riforma Delrio (che ha trasformato le Province in enti di secondo livello), prevede l’elezione degli organi di governo con una procedura indiretta: il corpo elettorale, cioè coloro che hanno diritto di voto, è infatti costituito dai sindaci e dai consiglieri comunali in carica. Per la precisione sono in tutto 244 i “grandi elettori” – 227 consiglieri comunali e 17 sindaci – chiamati ad eleggere i 10 membri del consiglio di Palazzo Aranci.

Sarà anche un voto innegabilmente significativo perché si è ormai incrinata la solida egemonia del centrosinistra nel quadro politico provinciale. A partire dalle due città maggiori, Massa e Carrara, la prima passata recentemente al centrodestra, la seconda conquistata dal M5S l’anno scorso. Proprio i “grillini” sono i grandi assenti di questa tornata, con nessun nome delle tre liste che faccia riferimento al partito guidato dal vicepremier Di Maio. La composizione dei candidati al consiglio provinciale presenta infatti una situazione abbastanza “classica”, centrosinistra contro centrodestra e, in aggiunta, la quasi immancabile “lista di disturbo” di sinistra. Si presenta così la lista “Civici e Popolari” a partire dalla presenza del capolista Andrea Vannucci, che scese in campo un anno fa come candidato a sindaco di Carrara per una coalizione di centrosinistra contro il candidato ufficiale, Andrea Zanetti, scelto dal Pd regionale (mentre la sezione locale era sotto commissariamento) rivendicando il suo essere “disobbediente”. Una scelta che indubbiamente favorì la vittoria di Francesco De Pasquale e la caduta di un’altra storica roccaforte rossa. Insomma, la presenza di questa lista fa capire che la maretta nel centrosinistra apuano è ben lontana dall’essere risolta.

Ai “disobbedienti” si contrappongono gli “ortodossi”, a partire già dal nome, della coalizione con la lista “Centrosinistra per Massa-Carrara” che pare quella che si sia spesa con più forza, almeno nei nomi, mettendo in campo tra i candidati due sindaci, Claudio Novoa e Carletto Marconi (Mulazzo e Bagnone ed entrambi consiglieri provinciali uscenti) ed un vicesindaco, Giovanni Longinotti di Filattiera. Pare, sulla carta, meno propulsiva l’azione della lista “Alleanza Provinciale” che si rifà alle esperienze amministrative di centrodestra, anche se in realtà è quasi un monocolore massese con ben sei candidati consiglieri che arrivano dal capoluogo. Solo tre sono i nomi lunigianesi candidati al consiglio provinciale: due assessori, Giammarco Simi e Omar Tognini (rispettivamente di Villafranca e di Licciana Nardi) e la consigliera pontremolese Maria Elena Cresci. (r.s.)

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