Sono sempre meno le nuove famiglie. Cresce il numero dei single

08famiglia_coppiaSono molti i single in Italia e il numero è in continua crescita. Il vero elemento innovativo nelle dinamiche demografiche del nostro Paese è proprio questo. Sembra che l’aspirazione a costruire una famiglia non sia più ai primi posti tra i progetti dei cittadini nello stivale.
Il mutamento è profondo: lo evidenziano i dati descritti dall’Istat, pubblicati di recente, sulla popolazione residente per stato civile. Il confronto tra i risultati del censimento del 1991 e i risultati anagrafici ricavati nel 2018 è illuminante.
Nelle fasce di età centrali della popolazione il cambiamento è significativo: nel 1991 tra i 35 e 44 anni i coniugati erano l’83,8% e le coniugate l’86,6% e nella fascia d’età successiva (45-54 anni) rispettivamente l’88% e l’84,7%. Queste quote nel 2018 scendono sensibilmente nel secondo caso i coniugati sono il 70,7% e le coniugate il 73,7%, addirittura tra i 35-44 anni si raggiunge appena il 54,4% degli uni e il 65,4% delle altre. In proporzione crescono celibi e nubili.
Ma è la fascia più giovane, tra i 25 e i 34 anni, quella centrale per avviare una vita in comune, a subire il cambiamento più forte: nei due periodi considerati i coniugati passano dal 51,5% al 19,1% e le coniugate dal 69,5% e al 34,3%.
Si rivela l’attuale difficoltà ad intrecciare i percorsi personali in una storia comune. Soprattutto aspirare alla famiglia significa osare, serve il coraggio dei giovani. Invece la posticipazione continua delle fasi di passaggio nella vita finisce per rimandare le scelte per una vita insieme: quella delle nozze, come quella delle convivenze. Gli adulti sono meno coraggiosi, più strutturati nelle loro abitudini della quotidianità, così faticano a rinunciarvi per intraprendere un percorso nuovo. Infondo la stabilità caratterizza, o dovrebbe caratterizzare la fase adulta della vita.
Se non si troveranno le condizioni per facilitare i giovani nell’opportunità di vivere insieme – in questo il ruolo più significativo è giocato dalla possibilità di trovare un lavoro e dalla stabilità dello stesso -, la presenza di nuove famiglie sarà sempre meno forte.
Questo inciderà sempre più sul bilancio demografico, con l’invecchiamento della popolazione, e inciderà sulla qualità dei legami sociali, perché le relazioni familiari, le reti familiari sono uno degli elementi che alimentano la fiducia nell’altro e il benessere delle persone.
Come ha affermato Papa Francesco durante l’incontro mondiale delle famiglie in Irlanda, il 25 agosto a Dublino: “Dio desidera che ogni famiglia sia un faro che irradia la gioia del suo amore nel mondo. Che cosa significa? Significa che noi, dopo aver incontrato l’amore di Dio che salva, proviamo, con o senza parole, a manifestarlo attraverso piccoli gesti di bontà nella routine quotidiana e nei momenti più semplici della giornata”.

A. C. – Agensir

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