«Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi»

Marco Damilano, editorialista de Il Domani e volto noto di Rai3, si misura con il mondo in trasformazione attraverso un libro sui due papi “delle americhe” che si sono succeduti in questo primo quarto di secolo. In un’epoca frammentata da polarizzazioni, conflitti geopolitici e rapide trasformazioni tecnologiche, con il saggio Noi siamo i tempi.
La Chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi, Damilano offre un’articolata riflessione sul presente che parte dall’epigrafe di Agostino d’Ippona, il padre della Chiesa tanto caro a Papa Prevost, pronunciata durante il crollo dell’Impero Romano e richiamata anche nell’opera: «I tempi sono cattivi, dicono gli uomini. Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi».
Il testo è un viaggio approfondito che esplora le direttrici culturali e spirituali di Francesco e Leone XIV; direttrici che diventano anche rotte geopolitiche che stanno ridisegnando la Chiesa cattolica e, con essa, la sfera pubblica globale. Al centro del racconto vi è la linea di continuità e di rottura tracciata dai pontefici giunti a Roma “quasi dalla fine del mondo”, capaci di spostare l’asse del cattolicesimo dalle storiche terre europee della Cristianità verso le periferie esistenziali e geografiche del pianeta.
Damilano analizza la transizione di una Chiesa che, di fronte alla «guerra mondiale a pezzi» definita da Papa Francesco, sceglie di non arroccarsi nel fortino identitario ma, al contrario, si propone come uno degli ultimi spazi di mediazione rimasti in grado di parlare non solo ai propri fedeli, ma un’umanità disorientata in un mondo sull’orlo – o forse già dentro – il caos globale.
Damilano riesce a fondere il rigore della cronaca giornalistica – fatta di testimonianze, retroscena e analisi puntuali – con un respiro storico di ampia capacità e una conoscenza attenta e non chiacchierata del mondo cattolico, frutto della sua appartenenza e della sua formazione nell’Azione Cattolica.
Il testo non limita il suo sguardo alle sole dinamiche vaticane o alle diplomazie del Conclave, pur trattate con sguardo esperto e senza infingimenti, ma intreccia costantemente la teologia e le scelte istituzionali con i nodi irrisolti della modernità: l’avanzata delle intelligenze artificiali, le minacce alla tenuta delle democrazie occidentali, le disuguaglianze crescenti e la crisi dell’umanesimo.
L’inclusività radicale evocata dal messaggio evangelico del «todos, todos, todos» evocato da Francesco a Lisbona viene letta non come un’operazione di marketing verso i “lontani”, ma come un atto politico di fronte all’avanzare dei nazionalismi e dei sovranismi.
La scrittura di Damilano mescola il registro giornalistico e quello della saggistica: è scorrevole ma densa, sostenuta da un lucido pathos intellettuale. Sono bandite da un lato l’agiografia, dall’altro il cinismo dell’osservatore distaccato.
Noi siamo i tempi si rivela così una lettura interessante non solo per chi desidera comprendere l’evoluzione contemporanea del cattolicesimo, ma per chiunque cerchi una chiave di interpretazione critica delle fratture del nostro presente. Un libro che, in ultima analisi, restituisce a ciascuno la responsabilità delle proprie azioni: i tempi non sono un’entità astratta da subire, ma il riflesso diretto di ciò che scegliamo di essere.

Davide Tondani