La festa dell’Esaltazione della Croce a Dobbiana

Celebrata come tradizione venerdì 14 settembre

La processione (Foto Amerigo Martelli)
La processione (Foto Amerigo Martelli)

La comunità di Dobbiana ha onorato la tradizione secolare di devozione all’immagine del Volto Santo custodita nella chiesa parrocchiale, celebrando con grande partecipazione di fedeli la festa dell’Esaltazione della Croce.
Venerdì 14 settembre, dopo le S. Messe delle 8,30 e delle 9,30, alle 11 il vescovo di Volterra, mons. Alberto Silvani, ha presieduto la solenne Eucaristia, concelebrata dal parroco, don Mario Arenare, e da altri sacerdoti del Vicariato e servita da diaconi e ministri.

Un momento delle celebrazioni a Dobbiamo (Foto Amerigo Martelli)
Un momento delle celebrazioni a Dobbiamo (Foto Amerigo Martelli)

Nel pomeriggio, sempre con la partecipazione di mons. Silvani, il canto dei Vespri e la processione attraverso il paese, effettuata nonostante la debole pioggia.
Sabato 15, alle 9, è stata celebrata una S. Messa in suffragio dei parrocchiani defunti, seguita dalla visita al cimitero in processione. 

Come noto, il culto della Santa Croce è forse, accanto a quello dei santi dei pellegrini e/o dei viandanti in generale, uno fra i più diffusi nel territorio della Lunigiana interna e, come gli altri, ha forti attinenze con la antica viabilità. Lungo i molteplici tracciati di quelle che oggi, semplificando assai, sono definite “via Francigena” o “degli Abati” o “del Volto Santo” sono stati eretti, nel tempo, altari o edicole dedicati a questi santi, o per ringraziarli per una grazia ricevuta a fronte dei pericoli insiti in ogni trasferimento di persone o cose, o per rendere testimonianza di una fede che aveva (ed anche oggi ha) nell’immagine una dimostrazione tangibile.
È questo proprio il caso di Dobbiana, ove si continua a festeggiare con solennità la Santa Croce. Lì – narra una leggenda presente anche altrove in situazioni analoghe (è così, ad esempio, anche reliquie conservate a Berceto) – si fermò un carro trainato da buoi e senza conducente e che trasportava il crocifisso; lì venne eretta la chiesa dedicata a San Giovanni proprio sulla direttrice che, provenendo dall’Appennino e per il passo della Crocetta, puntava verso Filattiera e Luni o Bagnone, Fivizzano, la Garfagnana e Lucca. 

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