Linda Brown e la fine della segregazione

È morta a 76 anni: divenne simbolo di uguaglianza nelle scuole USA

13Linda_BrownA più di 60 anni di distanza dai fatti che la videro come involontaria protagonista, ha fatto il giro del pianeta la notizia della morte di Linda Brown (76 anni), la donna che, bimba di 9 anni, nel 1951 si trovò al centro della causa “Brown contro il Ministero dell’Istruzione” che avrebbe posto fine alla segregazione scolastica dei neri (oggi ‘afroamericani’) d’America.
Fu suo padre Oliver che, di fronte al rifiuto dell’iscrizione della figlia ai corsi estivi della Monroe Elementary School, una scuola per bianchi di Topeka, Kansas, fece causa alla locale autorità scolastica assieme ad altre quattro famiglie. In tal modo si avviava un processo che avrebbe fatto sì che una scolara “normale”, come tante altre negli Usa, potesse giungere a introdurre una così grande trasformazione in quel Paese.
La Corte Suprema, infatti, il 17 maggio 1954 decretò, che “strutture educative separate sono intrinsecamente ingiuste”, una violazione del 14° emendamento della Costituzione americana, che stabilisce che per legge a nessun cittadino può essere negata una uguale protezione.
Fu Thurgood Marshall, avvocato dell’Associazione nazionale per il progresso delle persone di colore (NAACP), operante negli Stati Uniti in difesa dei diritti civili, a discutere il caso di fronte alla Corte Suprema; in seguito, lo stesso Marshall divenne il primo giudice afroamericano di quell’organismo.

Stati Uniti: proteste contro l'integrazione razziale a Little Rock nel 1957
Stati Uniti: proteste contro l’integrazione razziale a Little Rock nel 1957

Linda fu descritta da molti come “rappresentante di un gruppo di giovani eroi che, assieme alle loro famiglie, hanno combattuto e posto fine alla segregazione nelle scuole statali”. Una azione non facile, un sacrificio che ha spezzato barriere e cambiato il significato di uguaglianza nel Paese.
Quando Linda era bambina, Medie e Superiori erano già integrate, mentre non lo erano le scuole Elementari, compresa la “Monroe”. Per raggiungere l’autobus che le portava a due miglia di distanza nella scuola per neri, lei e le sue sorelle dovevano attraversare la ferrovia e una strada molto trafficata: un pericolo e una sofferenza, soprattutto nei mesi invernali. Qui sta l’origine della lotta giudiziaria messa in atto dal padre.
Linda Brown, però, non è solo un nome importante nella storia dei diritti civili in America. Il suo contributo alla vita della comunità in cui ha vissuto lascia una eredità che va oltre tutto ciò. Per anni ha suonato il piano nella Chiesa di cui era parte e ha insegnato ai bambini a suonare quello strumento.
“Era una donna spirituale – dicono di lei – che ha amato non solo il Signore ma anche la sua famiglia e la sua comunità e che ha saputo farsi carico della responsabilità che la causa da lei vinta comportava”. Nell’esprimere il suo cordoglio, la NAACP ha definito Brown “un’eroina della nostra nazione” per la quale resterà sempre “eterna gratitudine”.