Costi eccessivi e lungaggini riducono le adozioni

Sarà presentato a Roma il 25 aprile il progetto “Donati” del Forum famiglie

12adozioniNel 2017 le adozioni internazionali in Italia sono diminuite del 23% rispetto all’anno precedente: sono stati 1.439 i bambini adottati rispetto ai 1.872 del 2016. Lo si legge nel Rapporto presentato dalla Commissione adozioni internazionali (Cai) sui principali dati degli anni 2016 e 2017 e quelli relativi a gennaio e febbraio 2018. Le coppie che hanno richiesto l’autorizzazione all’ingresso in Italia di minori stranieri sono state 1.168 nel 2017 contro le 1.548 nel 2016.
Le coppie più attive risultano quelle delle aree del Centro-Nord. Tra i Paesi di provenienza dei piccoli al primo posto c’è la Federazione russa. Aumenta anche l’età dei bambini: nel 2017 quasi un bambino su due aveva tra i 5 e i 9 anni al momento dell’ingresso in Italia. A gennaio di quest’anno, 59 coppie italiane avevano concluso il percorso adottivo di almeno un minore e 67 erano i minori autorizzati; a febbraio sono 77 le coppie giunte al termine dello stesso percorso (un incremento del 31% rispetto al mese precedente) e i minori autorizzati 92 (+37% rispetto a gennaio).
Per sostenere le adozioni il Forum nazionale delle associazioni familiari sta per lanciare un progetto. Cristina Riccardi, del direttivo nazionale, spiega che “l’obiettivo è sensibilizzare e far nascere il desiderio di accoglienza nelle famiglie. Il progetto, che sarà lanciato attraverso un evento che si terrà a Roma nel pomeriggio del 25 aprile, si chiama ‘Donati’ perché attraverso il dono di sé si arriva poi a ricevere il dono. Con il progetto parleremo della bellezza di adozione e affido e dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Non nascondiamo le difficoltà, ma mettiamo in evidenza gli aspetti positivi e il bene che l’accoglienza genera”.
Sulla crisi delle adozioni internazionali Francesco Bianchini, componente della Commissione adozioni internazionali, designato dal Forum, in una intervista ad Agenzia Sir mette in evidenza l’incidenza di alcuni fattori: dalla crisi economica alla durata delle procedure. Per chi desidera un figlio l’adozione internazionale è una strada tortuosa, lunga e costosa.
Bianchini evidenzia anche la disparità di trattamento da parte dello Stato tra la fecondazione artificiale e l’adozione, chiedendo perché la prima sia a carico del Servizio sanitario nazionale, mentre la seconda, che pure esprime un alto livello di generosità, solidarietà e accoglienza per un bambino che già esiste e soffre, non riceve lo stesso trattamento. Agendo sull’aspetto economico e semplificando le procedure adottive – pur garantendone la correttezza – per ridurre i tempi di attuazione, secondo Bianchini “molte coppie, anche al Sud, si avvicinerebbero all’adozione internazionale” perché “l’Italia continua a essere un Paese generoso da questo punto di vista”.

(G.A. – Agensir)