La difficile ricerca di un terreno di incontro

Il convegno nazionale dell’Azione cattolica in memoria di Vittorio Bachelet

07matteo_truffelli“La società italiana e la politica che la rappresenta – spiega Matteo Truffelli (nella foto) presidente nazionale dell’Azione Cattolica – sembrano intrise di un senso di precarietà che le spinge a chiudersi su se stesse e a coltivare egoismi collettivi e individuali, invece che scommettere sulle proprie risorse, a partire dalla creatività e dalla tradizione solidale che da sempre contraddistinguono l’Italia”. È questo il quadro dipinto lo scorso fine settimana, al convegno che ogni anno celebra il ricordo di Vittorio Bachelet, storico presidente dell’associazione nel post-Concilio, ucciso nel 1980 da un nucleo armato delle Brigate Rosse al termine di una lezione alla facoltà di Scienze politiche della Sapienza.
“Azione cattolica e azione politica” il titolo del convegno, inserito nelle celebrazioni dei 150 anni di fondazione dell’Azione Cattolica e incentrato sul rapporto tra fede e politica. “La politica del nostro tempo sembra avvolta in dinamiche di personalizzazione e mediatizzazione esasperate, che la portano a perdersi dentro un circolo vizioso di dichiarazioni, repliche e controrepliche molto spesso sconnesse dalla realtà, distanti rispetto ai bisogni e alle speranze delle persone e dei territori”, ha proseguito Truffelli, che ha denunciato “un Paese sostanzialmente fermo, ripiegato su se stesso… sempre più diviso e rancoroso, sempre più impaurito e sfiduciato, sempre più carico di diseguaglianze, con una politica che appare avvitata su se stessa e sempre meno capace di alzare lo sguardo oltre l’immediato tornaconto tattico per proporre un progetto di futuro”.
Un quadro a tinte fosche, nel quale si inserisce il “bisogno di persone coraggiose che compiano ogni sforzo per cercare i terreni comuni su cui poter incontrare chi la pensa diversamente, invece che sfidarsi in battaglie ideologiche tra diverse visioni del mondo, dell’uomo, della società”.
Si tratta di un appello che Truffelli rivolge alla sua associazione, invitata ad essere “uno spazio di discussione e di approfondimento delle questioni, da mettere a disposizione di tutti”, di tutti quanti, cristiani e non, che reclamano “una politica capace di rompere gli schemi da talkshow”. È un chiaro invito al dialogo, quello uscito dal convegno Bachelet: in linea con quella scelta religiosa con la quale proprio Bachelet guidò l’Azione Cattolica al di fuori della logica del collateralismo, ma anche in linea con l’auspicio manifestato da Papa Francesco alle migliaia di soci che il 29 aprile dell’anno scorso celebrarono in San Pietro i 150 anni dell’associazione: in quell’occasione il Santo Padre esortò l’apertura di un dialogo “con chi vive accanto a voi, anche con chi la pensa diversamente ma come voi desidera la pace, la giustizia, la fraternità” perché “è nel dialogo che si può progettare un futuro condiviso”.

(d.t.)

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