Le pratiche possibili per nuove opportunità di occupazione

Progetto Policoro: “Dal cerca lavoro al crea lavoro”

Settimana_Sociale_Cagliari“Siamo un Paese invecchiato che fatica ad affacciarsi sullo stesso mare di un continente di giovani, incerto sulla concreta possibilità di offrire pari opportunità al lavoro e all’imprenditoria femminile soprattutto nelle aree a minore sviluppo, ambiguo nel dilagare di nuove tecnologie che spazzano via lavoro e redditi”. È soltanto una delle considerazioni contenute nel 51° Rapporto Censis che ogni hanno fotografa il Paese e che potrebbe indurre scoraggiamento e rassegnazione. Ma ci sono segni di controtendenza, non di un “nuovo miracolo italiano”, quanto di un cambio di atteggiamento di chi si mette alla ricerca di un’occupazione, soprattutto se a farlo è un giovane.
È stato questo il senso dell’iniziativa “Dal cerca lavoro al crea lavoro” di venerdì scorso, organizzata dalla Diocesi apuana per dare conto di quelle realtà imprenditoriali che stanno emergendo nel territorio, per dire che è possibile “cambiare rotta”, alla scoperta delle “buone pratiche” che consentono di creare nuovi posti di lavoro.
L’incontro, presenti il vescovo Giovanni e il vicario generale, è stato aperto da Fausto Vannucci, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro, che ha sottolineato come sia vana in Italia, e anche nella nostra zona, la ricerca del cosiddetto “posto fisso”, perché sono cambiate le condizioni socio-economiche. Ecco, allora, che le esperienze portate ad esempio sono un messaggio chiaro che è possibile riuscire a intraprendere una strada per una nuova occupazione. La Chiesa italiana tra gli strumenti di cui dispone ha il Progetto Policoro che, da oltre venti anni, cerca di coniugare lo slancio imprenditoriale dei giovani con i principi e i valori del Vangelo. In Diocesi è attivo da diversi anni e attualmente è coordinato dall’animatrice Giorgia Tartaglia.
Tre le realtà presentate. La prima – l’Agriturismo “Montagna Verde” – è collocata in Lunigiana, ad Apella, dove la famiglia di Mario Maffei, titolare dal 1995, è impegnata in un percorso di valorizzazione e tutela del bellissimo e antico borgo e della sua torre, con l’obiettivo di ridare dignità a un patrimonio che altrimenti sarebbe andato perso. Sostenibilità e tradizione sono le parole d’ordine che hanno permesso anche il recupero dei castagneti e degli allevamenti. Tutto il recupero degli edifici è stato condotto nel rispetto dell’ambiente, cercando di creare il minor impatto ambientale possibile e puntando sulle fonti energetiche rinnovabili.
Seconda esperienza, in Costa, è la Cooperativa “54 Cent(r)o”, che gestisce l’omonimo bar – il primo “bar bianco” della città a zero alcool – all’interno del Centro Giovanile “San Carlo Borromeo” a Massa. Un gruppo di giovani animatori dell’Azione Cattolica ha creato uno spazio dove il divertimento non sia lo “sballo” e lo stare insieme, attraverso il gioco, possa avere anche valenza educativa e favorisca nuove amicizie. La cooperativa promuove iniziative di animazione e formazione e anche sportive per giovani e non.
Ultima esperienza è quella portata da “Bnova”, una società di consulenza da sempre centrata sulle metodologie di analisi dei dati, con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Alta è la specializzazione dell’azienda che supporta i propri clienti nello sviluppo di soluzioni di Business Intelligence e di Big Data Analytics, nel rispetto dei principi di salvaguardia dell’ambiente.
Tre esempi di occupazione da tenere presenti, per coraggio, ambizione, passione e perseveranza, di persone che scelgono ogni giorno di perseguire i propri obiettivi mantenendo vivi i valori fondanti del lavoro. Una scelta in sintonia con le conclusioni della Settimana Sociale di Cagliari a sostegno di un lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale.

(gt-df)

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