“Prendiamoci cura dei sacerdoti come loro si prendono cura di noi”

Doniamo a chi dona: domenica la Giornata per il sostentamento dei sacerdoti diocesani. In Italia sono circa 35mila i preti che si dedicano al servizio pastorale alle persone

44sovvenire_2017Domenica 26 novembre si celebra la Giornata Nazionale per il sostentamento dei sacerdoti diocesani. In Italia sono circa 35mila i preti che si dedicano al servizio pastorale alle persone, pronti ad aiutarle nelle fatiche della vita. Nonostante qualche «mela marcia», – la Chiesa è fatta di santi e peccatori – la stragrande maggioranza del clero, 24 ore al giorno, è a disposizione di chi ha bisogno per la celebrazione dei sacramenti, per l’annuncio della Parola di Dio e per la carità fattiva che si traduce in gesti quotidiani, spesso nascosti, lontani dai riflettori del mondo.
In una società fondata sulla ricerca del benessere, del piacere a tutti i costi e del soddisfacimento del proprio ego, sapere che ci sono ancora persone che scelgono la via del dono di sé, consacrando la propria vita a Dio e ai fratelli, è davvero confortante. Per questo la comunità credente, e anche chi, pur non avendo il dono della fede, approva gli ideali di giustizia e di solidarietà che la Chiesa trasmette, aiuta l’attività dei sacerdoti attraverso libere offerte, in ossequio al principio di corresponsabilità.
Tra fedeli e sacerdoti esiste, infatti, un «patto di condivisione»: gli uni sostengono gli altri per essere liberi di aiutare tutti. Chi ha abbandonato casa, famiglia, lavoro per spendere la propria esistenza al servizio del prossimo, è giusto che sia “supportato” nel suo impegno apostolico. Questo “patto” ogni anno si rinnova simbolicamente nella giornata di sensibilizzazione al “Sovvenire”.
44sovvenire_2017aL’incaricato diocesano, il diacono Dino Eschini, ricorda l’importanza di questo giorno che diventa un momento irrinunciabile per riflettere su come è strtturata la Chiesa dal punto di vista amministrativo. “Il concordato tra Stato e Chiesa firmato nel 1984, – spiega – ha eliminato il sostegno economico alla Chiesa che si traduceva nella ‘congrua’. Ciò, se da una parte ha concluso un periodo storico fatto spesso di incomprensioni e disuguaglianze, dall’altro ha aperto una stagione nuova. Oggi il sostentamento alla Chiesa prevede solo due forme: l’8xmille che, trattandosi di una scelta, non costa nulla al contribuente e quindi è anche meno impegnativo, e le offerte libere e deducibili, che sono un segno di condivisione, di chi partecipa alle necessità dei suoi parroci. Purtroppo solo il 3% del fabbisogno per il sostentamento dei sacerdoti arriva da queste erogazioni. Il resto viene compensato dalle somme incassate dalla scelta dell’8xmille, sottraendolo, di fatto, alle opere caritative al culto. Giornate come questa devono sensibilizzarci ad una maggiore partecipazione”.
Nell’ultimo convegno nazionale, che si è tenuto a Salerno nel maggio scorso, gli incaricati diocesani hanno riflettuto sulla “carità solidale” che si esprime proprio attraverso il Sovvenire, come, in modo eloquente, è testimoniato già dal titolo “Il sovvenire nelle parrocchie per una Chiesa libera di servire tutti”. “Dal convegno è emerso – sintetizza Eschini – che è necessaria una continua conversione pastorale che porti ad una maggiore corresponsabilità tra presbiteri e fedeli nella gestione delle strutture della Chiesa”.
Se negli anni passati si era registrata una certa flessione nelle donazioni, rileva Eschini, ora è in atto una ripresa. Nel 2016 sono state raccolte 99.906 offerte, per un totale di euro 9.365.946. Una piccola parte, a fronte del fabbisogno annuale che è di circa 552,4 milioni per assicurare ai 35mila preti diocesani un minimo di 883 euro netti al mese, destinato ad un sacerdote appena ordinato, che arrivano a 1.376 euro netti per un vescovo ai limiti della pensione.
44sovvenire_2017_tabellaMS“Anche in Diocesi – commenta Eschini – cresce il segno positivo: dal 2015 al 2016 le offerte sono passate da 311 a 339 mentre gli importi, sono aumentati complessivamente di quasi 4mila euro”. Carrara è stata tra le città più generose con un +37% di offerte (quasi 3mila euro) anche se il primato in termini matematici va a Tresana: dai 35 euro del 2015 si è passati a 245 nel 2016 che tradotto in percentuale fa un incremento di +600%. Villafranca ha fatto un bel salto in avanti con un +79%, circa 600 euro in più, rispetto allo scorso anno, così come Pontremoli.
“Questi dati ci fanno ben sperare – conclude Eschini -. Come evidenzia il nostro responsabile nazionale Matteo Calabresi: ogni offerta, anche di minimo importo, sostiene un sacerdote e gli dà energia per continuare a svolgere la sua missione e aiutare i più poveri. Da qui l’invito a fare una donazione, poiché se crediamo nei sacerdoti, spetta a noi, in prima persona, sostenerli”.

Renato Bruschi