L’Aimc verso il XXI Congresso

All’istituto “Ferrari” di Pontremoli la relazione in preparazione al congresso nazionale che si terrà a Roma dal 3 al 5 gennaio

La facciata dell'istituto comprensivo "Ferrari" in via IV Novembre a Pontremoli
La facciata dell’istituto comprensivo “Ferrari” in via IV Novembre a Pontremoli

Nei giorni scorsi nell’Istituto Comprensivo “P. Ferrari” è stata tenuta la relazione sul tema relativo al prossimo Convegno nazionale dell’Aimc che si terrà a Roma dal 3 al 5 gennaio 2018. Relatori Emilio Tartaglino, Italo Bassotto, già consiglieri nazionali dell’Associazione, e Angelo Ferdani, presidente di sezione. Accanto ai docenti della Scuola primaria anche colleghi dell’Uciim con il consigliere nazionale emerito Pierangelo Coltelli. Ogni appuntamento congressuale rappresenta l’opportunità per rivitalizzare la riflessione sui valori fondanti dell’Aimc, nata nell’ormai lontano 1946 per l’impegno di Maria Badaloni e Carlo Carretto. La dinamicità dell’Associazione è ben rappresentata dal connubio “Memoria e futuro”. Non può esistere il futuro senza passato, senza le radici che rappresentano gli ideali della storia associativa, tuttavia urge essere attenti ad evitare che la memoria si trasformi in sterile nostalgia. Essa richiede impegno a fare, ad agire responsabilmente per proiettarsi nel domani con esperienze nuove, significative, al passo col rapido mutare dei contesti.

Italo Bassotto
Italo Bassotto

Un’Associazione, dunque, capace di guardare al suo interno per riflettere su se stessa affinché lo slogan “Insieme per ripensare, condividere e rinnovare l’Aimc” si traduca concretamente in orizzonti progettuali atti a promuovere un nuovo umanesimo con al centro la dignità della persona e la sua promozione tramite l’educazione, la formazione, il dialogo costruttivo, l’accoglienza e la condivisione in linea con il paradigma della misericordia della Chiesa. È necessario che ogni docente abbia piena consapevolezza del cambiamento per la gestione dell’insegnamento in rapporto alle attuali e alle future generazioni. Esistono distanze da annullare per ricondurre l’educazione al corretto rapporto interpersonale e al cammino esperienziale partecipato. Per cui la professione docente richiede lo sviluppo di alcune dimensioni che devono tradursi in competenze in quanto il profilo professionale dell’insegnante ha assunto caratteri alquanto nuovi: dal possesso della laurea magistrale a ciclo unico alla conoscenza dell’inglese; dall’uso didattico delle Tic alle varie metodologie inclusive che lo identificano con il ruolo di professionista laico dell’apprendimento. “Il XXI Congresso – ha chiosato Ferdani – dovrà essere un momento forte e significativo di rilancio per una necessaria ‘rifondazione’ dell’Associazione dal quale è doveroso attendersi proposte ed iter operativi, che ultimamente sono mancati, per aiutare i maestri nello svolgimento della loro quotidiana professione-missione. Difficile, delicata, ma pur sempre entusiasmante”. Ivana Fornesi

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