Aumentano e restano più a lungo gli ospiti degli agriturismi

Seconda puntata sul turismo in Lunigiana dedicata ai comuni di Bagnone, Villafranca e Licciana Nardi

Turisti all'interno di un agriturismo
Turisti all’interno di un agriturismo

Continua il nostro viaggio alla scoperta di come sia andata la stagione estiva nelle strutture ricettive della Lunigiana. Dopo aver condotto un primo “focus” sulla Lunigiana settentrionale, concentriamo, in questa seconda puntata, la nostra attenzione sulla Lunigiana centrale e precisamente in alcune strutture dei comuni di Bagnone, Villafranca e Licciana Nardi, che abbiamo contattato per farci raccontare dai gestori le loro sensazioni in merito alle presenze turistiche ed anche per sapere (da chi vive ogni giorno queste problematiche) che cosa si possa fare per provare a far crescere ed ampliare il turismo in Lunigiana. Continuiamo, come già la scorsa volta, a rilevare dati in crescita sin dalla prima tappa del nostro nuovo viaggio all’agriturismo “Montagna Verde” di Licciana Nardi. Anche in questo caso si registrano sensazioni positive con i gestori dell’agriturismo che segnalano un incremento rispetto al 2016: “La situazione sta decisamente migliorando. Direi che da aprile i clienti ci sono e spesso rimangono incantati dal nostro territorio”. Sono gli stranieri (in particolare tedeschi ed inglesi) i più presenti e, in controtendenza rispetto alle strutture contattate in precedenza, non c’è solo la pernottazione “mordi e fuggi” (al massimo due notti) ma anche permanenze più lunghe: dalla settimana ai dieci giorni.

L'ostello “Al vecchio podere”.
L’ostello “Vecchio podere”.

Una novità, rispetto alle strutture della Lunigiana settentrionale, che ci viene confermata anche dall’agriturismo “Vecchio podere” di Bagnone: “Alcuni clienti si sono fermati anche due settimane. Certo, finita l’estate la tendenza alla sosta limitata al solo week end tende poi ad aumentare”. Anche in questo caso la situazione turistica è in deciso miglioramento: “Siamo riuscito ad avere clienti sin dalla primavera”. Se chiediamo cosa si possa fare per migliorare l’esperienza dei turisti e creare così un “effetto calamita” nei confonti di potenziali nuovi visitatori, la titolare non ha dubbi e punta sul paesaggio e sulla natura: “Siamo al confine con il Parco dell’Appennino. Dobbiamo rendere questo patrimonio naturale e boschivo frequentabile e vivibile creando percorsi natura e lavorando sulla pulizia e l’accessibilità dei sentieri montani”.

Passiamo a Villafranca e precisamente all’agriturismo “Casa dolce casa”. Anche qui c’è soddisfazione, anche se più temperata rispetto alle strutture precedenti: “Nel 2015 e nel 2016 abbiamo vissuto due anni di forte calo e in questi mesi abbiamo finalmente rivisto un miglioramento”, che si è materializzato soprattutto nel cuore dell’estate (fine luglio e poi tutto agosto) e che ha visto principalmente la presenza di visitatori provenienti dall’Italia. Un incremento legato in parte anche alle tante manifestazioni in zona nel periodo estivo (Medievalis, il mercato medievale di Filetto, I Mestieri nel borgo di Ponticello); da qui la richiesta che si possa pensare “a più iniziative anche fuori dall’estate, ad esempio valorizzando le tradizioni e le ricchezze del territorio come i funghi e le castagne”. Ma anche, come già segnalato da altri, l’importanza rendendo accessibili e fruibili i luoghi caratteristici della Lunigiana: “Spesso i turisti vanno in visita ai castelli e li trovano chiusi”. Inutile, è il facile commento, presentarsi come il territorio dei cento castelli se poi non si rendono visitabili.

turistiTorniamo a Licciana Nardi all’agriturismo “Castel del Piano”, che ci conferma sia dati positivi che la “controtendenza” rispetto ai colleghi del “Nord” con soste più lunghe del “solito” week end. Ma anche la necessità di importanti interventi sul territorio come rendere più puliti e accessibili i sentieri montani: “Mancano poi le piste ciclabili e ci sono tanti visitatori che percorrerebbero volentieri la Lunigiana in bicicletta”; c’è chi lo fa ugualmente su strada normale ma ovviamente con maggiori rischi per sé e per gli automobilisti. Senza dimenticare l’assenza di un adeguato servizio di trasporti pubblici che possano permettere lo spostamento anche in luoghi vicini. Ed infine la necessità di pubblicizzare maggiormente il territorio: “La Lunigiana è una zona che tutti amano una volta che l’hanno visitata. Ma in pochissimi la conoscono e quasi tutti ci arrivano per caso o attraverso la segnalazione di un amico o di un parente. Bisognerebbe essere noi in grado di attrarre da subito i visitatori”. Insomma, anche in questo caso chiudiamo il confronto con i gestori delle strutture locali, rafforzando l’opinione che per un vero sviluppo del turismo in Lunigiana sia indispensabile la creazione di una rete, di una sinergia che coinvolga in maniera diretta le diverse amministrazioni e le strutture private. Un cammino che, al di là dei tanti annunci, soprattutto preelettorali, sembra ancora lontano dall’essere attuato in maniera convinta e convincente. (r.s.)

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