Svelati i misteri su Giovanni dalle Bande Nere, signore di Aulla

In San Caprasio, nella serata inaugurale delle “Notti dell’Archeologia”: perché il condottiero rimase solo due anni in Lunigiana, quali le cause della morte a soli 28 anni, nel 1526. Dopo  quasi cinquecento anni ora è tutto chiaro

Ritratto di Giovanni dalle Bande Nere (di Francesco Salviati)
Ritratto di Giovanni dalle Bande Nere (di Francesco Salviati)

Giovanni dalle Bande Nere, signore di Aulla, sabato scorso è stato il protagonista della serata inaugurale delle Notti dell’Archeologia a San Caprasio con una relazione tenuta dal paleopatologo Gino Fornaciari dell’Università di Pisa, alla presenza di oltre duecento persone riunite nel cortile delle suore di Aulla. Alla manifestazione ha presenziato il presidente del Consiglio della Regione Toscana, Eugenio Giani che, dopo i saluti del sindaco Roberto Valettini, nel suo intervento ha fatto un excursus sulla storia della famiglia Medici e sulla politica espansionistica di Firenze, città che fin dal 1401 manifestò il suo interesse strategico-militare sul territorio di Aulla acquisendo Caprigliola, Albiano e Stadano.
Il professor Fornaciari ha fatto il racconto delle indagini da lui condotte sui resti del capitano di ventura conservati nelle cappelle medicee di San Lorenzo e riesumati nel corso di una campagna di studio interdisciplinare che ha chiarito alcuni misteri sulle cause della sua morte. Giovanni nel 1523 aveva acquistato dal marchese Malaspina di Lusuolo il feudo di Aulla, probabilmente con l’intenzione di farne un suo principato, strategico nei collegamenti tra il mare e la pianura del nord, ma costretto nel 1525 a rivenderlo a caro prezzo agli stessi marchesi anche su sollecitazione del papa di casa Medici Clemente VII.
A Bocca di Magra Giovanni aveva allestito una flottiglia che i pirati Grimaldi, sollecitati da Genova, gli sottrassero: sia Genova che i Malaspina ricorsero al papa, perché temevano la presenza ingombrante del turbolento capitano ai loro confini ed i cui soldati avevano compiuto irruzioni, rappresaglie ad Albiano e Bigliolo ed anche il sequestro del marchese della Verrucola, spingendosi fino a Camporgiano e allarmando il governatore di Castelnuovo Garfagnana Ludovico Ariosto. I Malaspina tentarono, con 2.000 uomini, l’assedio di Aulla, approfittando dell’assenza di Giovanni, ma appena egli giunse sulle alture di Bibola con il suo modesto manipolo di cavalieri gli assedianti fuggirono.

La fortezza della Brunella sulla collina che sovrasta l’abitato di Aulla
La fortezza della Brunella sulla collina che sovrasta l’abitato di Aulla

Per il capitano stava arrivando, a soli 28 anni, l’ora della fine: incaricato dal Papa (che si era alleato con Francesco I re di Francia) della difesa dei territori papali dalle truppe imperiali, rimase ferito nello scontro con i Lanzichenecchi a Governolo, nei pressi della confluenza tra il Mincio e il Po. In soli quattro giorni morì. Sulle cause della sua morte si fecero molte illazioni: su dove fosse stato colpito dall’arma da fuoco (al piede, al ginocchio, alla coscia), su un intervento chirurgico di amputazione errato, su un avvelenamento. Gli esami condotti dal professor Fornaciari hanno dimostrato che l’intervento del medico ebreo fu tecnicamente perfetto, condotto sulla tibia destra e che la causa della morte non fu dovuta all’operazione, ma ad una rapidissima recrudescenza di precedenti infezioni traumatiche.
Le altre due serate dell’archeologia hanno visto gli interventi di Caterina Rapetti sul patrimonio artistico rinascimentale delle nostre chiese e di Michele Armanini sulle abitudini alimentari degli antichi Liguri Apuani.

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