Emergenza migranti, le proposte della Commissione Ue per affrontarla

Un nuovo invito agli Stati europei perché rispettino gli impegni: “Occorre ridurre la pressione migratoria sull’Italia: tutti i Paesi membri facciano la loro parte”.
Sui mezzi blindati al confine con l’Austria Frans Timmermans si mostra scettico: “Quando Vienna ci notificherà le sue intenzioni, noi reagiremo di conseguenza”

migranti“La situazione in Italia è molto complicata. Per questo l’Italia ha chiesto aiuto all’Unione europea ed è una richiesta più che giustificata”. Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione, si schiera a fianco dell’Italia per affrontare l’emergenza migratoria e insiste per una “solidarietà europea” dinanzi a un fenomeno “che non è emergenziale ma strutturale”. Incontrando i giornalisti a Strasburgo, ha spiegato le ultime proposte avanzate dalla Commissione che saranno discusse fra i ministri degli Interni dei 28 giovedì a Tallin. “L’Italia ha fatto molto per l’accoglienza, ma ora la realtà richiede che tutti facciano la loro parte”.
Il richiamo va a quei Paesi che hanno finora rifiutato ogni aiuto concreto anche sul piano dei ricollocamenti. “Occorre ridurre la pressione migratoria sull’Italia. Non esiste una bacchetta magica che risolva tutti i problemi, ma se tutti gli Stati membri facessero la loro parte nel senso della solidarietà…”, ripete ancora una volta.
27vignettaTimmermans elogia più volte il governo italiano e il ministro Minniti, col quale, dice, siamo in stretto contatto. “Se serviranno fondi – aggiunge – li troveremo. Al contempo occorre affrontare le radici remote delle migrazioni”, con interventi in Africa. Sui mancati ricollocamenti di migranti da Grecia e Italia, ribadisce: “Bisogna accelerare, ogni Stato deve fare la sua parte. Anche il Regno Unito”.
Poi segna una differenza tra migranti che hanno diritto alla protezione internazionale e ai cosiddetti “migranti economici”: “Dobbiamo lavorare con i Paesi di partenza e di transito perché le persone non si mettano in viaggio per poi finire nelle mani della tratta”. Timmermans ricorda che la proposta di un codice di condotta per le Ong arriva dall’Italia e che la “Commissione è pronta a sedersi allo stesso tavolo per lavorarci”. “L’impulso dell’azione delle Ong è umanitario, non c’è dubbio. Ma poi è possibile che nell’azione sul campo si creino dei problemi”.
BrenneroSui mezzi blindati al confine con l’Austria si mostra scettico e non dice molto: “Quando Vienna ci notificherà le sue intenzioni, noi reagiremo di conseguenza”. Le misure proposte dalla Commissione europea comprendono interventi volti a ridurre la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e aumentare la solidarietà: un miglioramento del coordinamento delle attività di ricerca e salvataggio; l’intensificazione delle azioni intese a rafforzare la capacità della Libia di controllare le frontiere; il rafforzamento delle azioni per ridurre la pressione migratoria sulla Libia e contrastare il traffico di migranti e la tratta di esseri umani: controllo dei flussi verso la Libia, rimpatri volontari assistiti dalla Libia e dal Niger verso i Paesi di origine in collaborazione con Unhcr.
Un intero capitolo è dedicato alla realizzazione di progressi concreti nel rimpatrio dei migranti irregolari. All’Italia si chiede di applicare procedure di rimpatrio accelerate, mentre nell’Ue è necessario per la Commissione che si realizzino “pienamente gli attuali impegni di ricollocazione. In particolare, gli Stati membri devono aumentare le ricollocazioni dall’Italia, dimostrando maggiore flessibilità nell’accettare i candidati alla ricollocazione proposti” e “rispondendo più rapidamente alle richieste italiane”.
Dal canto suo “l’Italia dovrebbe registrare con urgenza tutti gli eritrei presenti” sul territorio nazionale, “centralizzando la procedura di ricollocazione presso appositi centri e ricorrendo a procedure standardizzate per consentire la ricollocazione dei minori non accompagnati”.
Gli Stati membri dell’Ue sono invitati a finanziare il Fondo fiduciario dell’Ue, in particolare per la “finestra” per l’Africa settentrionale in linea con gli impegni da loro assunti. Per questo fondo dalle casse Ue arriveranno entro il 2017 ulteriori 200 milioni.

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