Elezioni presidenziali in Francia: Macron e Le Pen avversari per l’Eliseo

La Francia si presenterà al voto finale nettamente divisa all’appuntamento del 7 maggio

Emmanuel Macron, 39 anni
Emmanuel Macron, 39 anni

I nostalgici dei tradizionali derby tra gollisti e socialisti in occasione delle tornate elettorali in Francia non cercano nemmeno di dissimulare lo smarrimento. Nel giro di pochi anni, i “dinosauri” sono di fatto scomparsi dal panorama politico transalpino, indicendo i commentatori a pescare nel vocabolario tutti i possibili sinonimi di “cataclisma”.
Il primo turno delle presidenziali di domenica 23 aprile ha infatti rivelato (meglio sarebbe dire ‘confermato’) il cambiamento radicale da tempo in atto nelle scelte degli elettori. I dati sono ormai noti: al primo posto il centrista Emmanuel Macron, movimento En Marche, con il 23,8% (8 milioni e 400mila voti) dei suffragi; segue la leader di estrema destra Marine Le Pen, Front National, con il 21,5% (7 milioni e mezzo di voti).

Marine Le Pen, 48 anni
Marine Le Pen, 48 anni

Dietro… il diluvio: il gollista François Fillon (Les Republicains), “azzoppato” dagli scandali e dall’ostilità dei media, e l’estremista di sinistra Jean-Luc Mélenchon (La France insoumise) appena sopra al 19%.
Volendo infierire, si potrebbe concludere con “socialisti: non pervenuto”, visto che Benoit Hamon è rimasto al 6%; non è dato sapere quante volte Mitterand si sia rigirato nella tomba!
Una campagna elettorale molto combattuta, il clima reso cupo dagli attacchi terroristici e le sparate da destra e da sinistra contro l’Europa hanno contribuito a mantenere il dato dell’affluenza alle urne al livello, abbastanza elevato, del 78%.
L’appuntamento del 7 maggio si prospetta quindi una specie di “Marine contro tutti”, visto che Fillon e Hamon si sono affrettati ad esprimere il loro sostegno al vincitore del primo turno ed altri lo faranno nei prossimi giorni. In questo senso, la posizione estremista non aiuta di certo la Le Pen a trovare alleanze significative: dovrà quindi fare ricorso in modo diretto a quanti sono delusi dalle politiche centriste e di sinistra, soprattutto per quanto riguarda i trattati europei e l’accoglienza degli immigrati.
Dato che in politica niente è sicuro, Macron ha parlato da subito come il “presidente di tutti”, sostenendo che “c’è una sola Francia: la nostra”. Una Francia, quindi, che vuole stare o tornare al centro della politica (almeno) europea, favorendo il mantenimento dell’Unione, magari cercando i modi giusti per giungere ad una riforma che riesca a rimediare ai disastri di immagine collezionati da Bruxelles in questi ultimi anni.
Di certo, contro i nazionalismi emergenti e contro le spinte alla disgregazione: argomenti, questi, che caratterizzano la posizione del Front National. Il confronto, duro, sarà anche sulla politica interna per cercare soluzioni ai tanti problemi che, pure in Francia, inquinano il clima sociale. Elezioni difficili, che non mancheranno di influire sui prossimi analoghi appuntamenti che, nell’arco di un anno, interesseranno Regno Unito, Germania e Italia.

(a.r.)

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