Bagnone: le minoranze attaccano sull’aumento delle tariffe mensa

La replica del sindaco “da 8 anni non c’erano aumenti. Non si coprono i costi reali”

Carletto Marconi, sindaco di Bagnone
Carletto Marconi, sindaco di Bagnone

“è nota la nostra attenzione per le Scuole e tutto ciò che ruota attorno al loro buon funzionamento”, così replica il sindaco di Bagnone Carletto Marconi rispondendo, con chiarezza, “all’alzata di scudi” per il criticato aumento di 0,50 centesimi a pasto per quanto concerne la mensa scolastica.
Una critica mossa dal Gruppo Consigliare di Minoranza e dal Comitato Bagnone Civica e Liberale che in particolare giudicano inaccettabile la decisione della giunta proprio perché assunta a metà dell’anno scolastico, costringendo le famiglie ad affrontare un aggravio economico non preventivato a settembre. I due gruppi ritengono inoltre che ci sia stata una gestione inadeguata del passaggio alla gestione della nuova azienda erogatrice del servizio, in particolare per l’adozione di tempistiche troppo strette che hanno negato la possibilità, attraverso l’apposito bando emesso solo a fine 2016, di sondare in modo appropriato il mercato e le eventuali opportunità di risparmio.

Foto di repertorio in cui alcuni bambini mangiano nella mensa di un asilo
Foto di repertorio in cui alcuni bambini mangiano nella mensa di un asilo

Pronta la replica del sindaco a queste accuse “da ben 8 anni – evidenzia il primo cittadino – non c’è stato nessun rincaro nonostante l’aumento dei prezzi in ogni settore e la drastica diminuzione di fondi, soprattutto per i piccoli Comuni come il nostro. Con il nuovo appalto non si riescono a coprire i costi reali, tanto che c’era stato suggerito di aumentare di almeno 1 euro a pasto. Non lo abbiamo fatto per non pesare sui bilanci familiari, ma a “piangere”, è in primis quello comunale. Faccio presente che restano le agevolazioni per le famiglie che hanno più figli che frequentano le lezioni nel plesso e per quelle che versano in difficoltà finanziaria maggiore. I bimbi consumano pasti preparati in loco a vantaggio della qualità del servizio. Infatti sappiamo ciò che mangiano i giovanissimi utenti. Va ricordato che la mensa è un “servizio richiesto”, non obbligatorio per cui le famiglie possono scegliere di lasciare i figli a pranzare, o meno, a Scuola. Obbligatorio, invece, il trasporto che ha costi elevati per noi e che pesa non poco sulle risicate finanze disponibili. Rimando, con onestà, le lamentele al mittente. Cerchiamo di lavorare con il massimo impegno per andare incontro alle necessità dei cittadini. Fermo restando che la bacchetta magica è scomparsa, persino, dalle favole”. (i.f.)

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