Albiano: niente accorpamento delle scuole

Ritirate dall’Unione le delibere sulle scuole della frazione aullese

La Regione ha bloccato l’annunciata aggregazione della scuola di infanzia e primaria “M. Ghandi” di Albiano con l’istituto comprensivo “Manzoni” di Fosdinovo

Le scuole di Albiano Magra
Le scuole di Albiano Magra

Indietro tutta: ogni cosa resta come prima per le scuole di Albiano. Il 12 dicembre, infatti, i sindaci dell’Unione di Comuni, riuniti in sede di Conferenza per l’istruzione, hanno ritirato le due delibere con cui era stato sancito l’accorpamento della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria albianesi con l’I.C. “Manzoni” di Fosdinovo. Regista del dietrofront è stata la Regione Toscana. L’assessore alla Pubblica Istruzione Cristina Grieco, presente in videoconferenza alla riunione, ha garantito ancora per un anno a Fosdinovo l’autonomia scolastica nonostante da 8 anni l’istituto comprensivo del comune malaspiniano incuneato tra Sarzana e Castelnuovo Magra sia al di sotto dei 400 alunni necessari per mantenere la dirigenza. Nel contempo, l’assessore regionale non ha potuto non prendere atto della compattezza della protesta degli abitanti di Albiano, Caprigliola e centri abitati dello spezzino che gravitano sulla “Mahatma Ghandi”: l’affollata manifestazione di genitori e docenti davanti al plesso albianese in dicembre e le 2.800 firme raccolte in meno di una settimana non poteva essere elusa. Grande soddisfazione tra i promotori della mobilitazione, che hanno scongiurato così la concreta ipotesi che nel settembre 2017 la scuola albianese ripartisse con un corpo docente completamente nuovo, fatto in parte di supplenti, con la dissipazione del lavoro – evidentemente gradito dalle famiglie – fatto in questi anni dalle maestre del plesso albianese.

La protesta dei genitori e degli studenti davanti alle scuole di Albiano
La protesta dei genitori e degli studenti davanti alle scuole di Albiano

Di tenore opposto la reazione della sindaca di Fosdinovo, Camilla Bianchi, coinvolta anche come assessore alla pubblica istruzione dell’Unione di Comuni, che ha evidenziato come il problema della sopravvivenza del comprensivo di Fosdinovo rimanga aperto, attendendosi una soluzione definitiva per il proprio Comune. Tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio. La precaria situazione giuridica della scuola di Fosdinovo ripropone il problema dei confini amministrativi della Val di Magra: è del tutto evidente che le scuole della vicinissima – ma appartenente ad altra provincia e regione – Sarzana attirano su di sé molti alunni fosdinovesi per motivi legati alla mobilità e alla residenza delle famiglie. Il fantasioso accorpamento di due scuole distanti 20 km e neppure confinanti avrebbe, però, aggravato il problema anziché risolverlo. Ma soprattutto, a impedire di parlare di “lieto fine”, sono i risvolti politici della vicenda. Al di là delle strumentalizzazioni e delle dietrologie – tuttavia non prive di un fondo di verità – emerse nelle settimane scorse, la politica lunigianese esce ancora una volta con le ossa rotte da una vicenda in cui le scelte legate all’offerta formativa dei bambini e il diritto all’istruzione dovrebbero prevalere sugli schieramenti partitici. La forzatura delle scelte da parte dei sindaci del Partito Democratico (di fatto sconfessati dall’assessora regionale, sempre Pd), spintasi fino alla richiesta al presidente dell’Unione Riccardo Ballerini di escludere dalla riunione del 2 dicembre (in cui non era previsto un voto ma solo un’informativa) i rappresentanti dei comuni del centrodestra, usando il cavillo di essere rappresentati da vice sindaci o perché non aderenti all’Unione, non può passare inosservata. Così come appare grave l’avere progettato la tutela di Fosdinovo a scapito di un circolo didattico, quello aullese, privo di rappresentanza politica a causa del commissariamento del Comune. Il problema della tenuta dell’intero sistema di istruzione lunigianese – sia per quanto riguarda le scuole dell’obbligo che le superiori – è del tutto evidente, tra crisi demografica e migrazione scolastica verso i grandi centri della costa. A fronte di una situazione così critica, la politica locale non appare pronta a sostituire a logiche di parte e di campanile con scelte condivise in grado di salvaguardare le scuole del territorio. (Davide Tondani)

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