Una delegazione pronta per la “campagna” di Russia

Alla ricerca di nuovi investimenti.
Vi parteciperà anche il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi?

Pare che una delegazione di amministratori della nostra provincia si recherà in Russia, non per firmare contratti per il lancio di prodotti della nostra economia – del resto impossibili per le sanzioni ancora in atto – ma alla ricerca di qualche investitore che porti soldi freschi alle nostre aziende o, magari, qualche idea per impiantarne di nuove. Ovviamente saranno ben accette anche moltitudini di turisti, specialmente se appartenenti al ceto dei nuovi ricchi. Un’invasione alla rovescia, verrebbe, paradossalmente, da dire. La Russia, infatti, nell’opinione comune di oggi, passa per un paese di grandi possibilità finanziarie, specialmente a giudicare dai comportamenti di alcuni personaggi che spopolano in alberghi e ristoranti delle località turistiche a suon di migliaia di euro di mancia. Questa “missione” potrebbe essere giudicata una resa, una ammissione di inadeguatezza o rilassatezza da parte degli industriali della provincia, ricca di risorse, ma da sempre agli ultimi posti della classifica nazionale del benessere. Appare, invece, sempre più, il tentativo di imbastire una seria operazione economica con un Paese che rappresenta un grande mercato, come dicono gli economisti. Non rimane che attendere e augurarci che i Russi riescano a far bene là dove, magari, le forze locali non sono riuscite e apprezzino le nostre ricchezze e bellezze. Lo auspica sicuramente il sindaco di Massa Alessandro Volpi, il quale ha dichiarato di volersi unire nel viaggio, organizzato dal presidente della Camera di Commercio (nella foto la sede di Carrara), Dino Sodini. Dello stesso avviso è anche il suo collega di Fivizzano, Paolo Grassi, e tutto fa pensare che il gruppo si amplierà, non solo nel numero dei sindaci, ma anche per la partecipazione di operatori delle varie categorie economiche. Tutto nasce non come conseguenza della globalizzazione o di particolari analisi di mercato delle merci e degli investimenti finanziari, ma dal fatto che l’ambasciatore italiano a Mosca è un massese, Cesare Maria Ragaglini, portato alla ribalta della cronaca locale dall’intervista di un importante quotidiano. Perché, allora, non far leva sui suoi buoni auspici, sulle sue conoscenze, sulle sue relazioni diplomatiche, per fa conoscere bene il nostro territorio, con il suo marmo, le sue specialità agroalimentari, le sue risorse turistiche, come lo stesso ambasciatore si è offerto di fare con una lettera rivolta, in particolare, a convincere qualche sindaco scettico? Grassi non ha esitato un attimo a dirsi pronto a fare parte della delegazione e ad “accogliere i cittadini – turisti o investitori – della Grande Madre Russia”. Potere della ricchezza, indubbiamente, ma è bene ricordare che il sindaco di Fivizzano aveva anche dichiarato di ricevere “con la banda i poveri profughi africani”. Coerente, certo, e speriamo anche fortunato fino a portare qualcuno ad interessarsi, magari, dello sviluppo termale di Equi, sull’esempio di quei ricchi russi già presenti qua e là nel Comune. A proposito di Russia, però, non si può tralasciare di dare merito a quei genitori del Comitato dell’Istituto Tecnico “Sambuchi” di Fivizzano, facente parte del “Belmesseri”, per aver avuto lo sguardo lungo, più della stessa istituzione scolastica, quando, nell’estate scorsa, si sono recati in Provveditorato a richiedere di inserire lo studio del russo come terza lingua dell’indirizzo “Relazioni Internazionali per il Marketing”. La richiesta è stata accolta e ora una ventina di studenti studiano questa lingua: caso unico nelle province di Massa Carrara e la Spezia. È logico ritenere, pertanto, che, se i contatti con la Russia daranno buoni frutti, per loro e per quanti frequenteranno questo Istituto si potranno presentare favorevoli opportunità di lavoro.

Andreino Fabiani

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