Per ricordare il senatore Camillo Cimati di Pontremoli

Primo sindaco della città nel 1889 ad essere eletto e non di nomina regia. Dal 1895 al 1919 sedette in Parlamento.
Le lotte con i socialisti di Pietro Bologna

Camillo_CimatiLe carte ancora disponibili pubblicamente per approfondire la personalità culturale e politica di Camillo Cimati sono state elaborate in un articolo di Pietro Ferrari sull’Almanacco pontremolese 1940 e nel volume monografico di Nicola Michelotti, edito a Sarzana nel 2003. A Cimati, studioso di storia locale, è intitolata la Biblioteca Comunale di Pontremoli, che dispone di un Fondo Cimati. Era nato a Lerici nel 1861, terra d’origine della madre, ma di famiglia impiantata a Pontremoli dalla Romagna a metà Settecento e qui intraprese attività produttive: un pastificio, sviluppo della gelsicoltura e viticoltura, specialmente nei poderi acquistati a Monteluscio. Camillo era incline agli studi scientifici, si iscrisse ai corsi di Scienze naturali all’Università di Ginevra, ma, lui orfano di padre a cinque anni, quando gli morì il nonno, dovette rientrare a Pontremoli per provvedere alla conduzione delle attività familiari. Si sposò con Teodolinda Zini di Mulazzo, matrimonio da cui nacque una sola figlia, che morì ancora bambina, poi ci fu l’adozione di Elena. Passò alla politica, nel 1889 fu il primo sindaco di Pontremoli, eletto e non più di nomina regia. Mirò a incrementare il commercio e l’istruzione elementare, aprì scuole nelle dieci frazioni ancora sprovviste, affidandole ai parroci. Reclutò il “mitico” e severissimo maestro Faustino Pioli nelle aule del Piagnaro. L’analfabetismo era ancora molto forte, nel 1890 nel Comune di Pontremoli in età scolare c’erano 1245 bambini ma frequentavano soltanto 1.018. Avviò anche l’annosa e contrastata transazione per far accedere giovani “esterni” alle scuole del Seminario. Cambiò, sull’onda risorgimentale, la toponomastica: via Parmigiana diventa Garibaldi, via Fiorentina Mazzini, la strada Nuova a nord viale XX Settembre e a sud Via dei Mille. Subentrarono impegni anche nel Consiglio provinciale dal 1890 al 1895, dove si occupò di istruzione, gestione dei territori agrari, aiuto sociale ai malati di mente, ventilò l’idea che fosse necessaria una linea ferroviaria Aulla-Lucca, che sarà inaugurata nel 1912 per il tronco Aulla-Monzone. Nel 1895 Cimati fu eletto deputato al Parlamento, era un liberale di sinistra legato a Giolitti, del quale fu anche amico. Nella campagna elettorale del 1904 Cimati, in competizione col socialista Pietro Bologna sostenuto da La Terra, iniziò a pubblicare A noi!, giornale che uscirà fino al 1908. Dopo il suffragio universale maschile, nel collegio elettorale di Pontremoli nel 1913 elettori erano 17.945, i voti andarono quasi tutti a Cimati. Fu neutralista, contrario all’entrata in guerra dell’Italia. Cimati fu deputato fino al 1919, ricoprì carica di Sottosegretario alle Finanze, tre volte segretario alla Presidenza del Consiglio, membro di commissioni. Le iniziative parlamentari che sostenne furono di previdenza sociale, avrebbe voluto la via politica e diplomatica e non militare per la questione coloniale. Nel 1919 lasciò la politica, ma un anno dopo si ritrovò senatore di nomina regia, carica ricoperta con la minore compromissione col regime fascista. Ceduta l’azienda agricola di Monteluscio, fece costruire la villa di Fiascherino, dove abitò, ma tornò prima e durante la guerra nella casa di via Ricci Armani, dove si spense l’1 febbraio 1945.

Maria Luisa Simoncelli

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