“Chiamati a vivere la misericordia con opere concrete”

A Massa e a Pontremoli. Il vescovo Santucci e il vescovo emerito Binini hanno presieduto le cerimonie per la chiusura delle Porte Sante

chiusura porta santa Massa
Il vescovo diocesano, mons. Giovanni Santucci, chiude la Porta Santa della Cattedrale a Massa

È passato davvero velocemente questo Giubileo straordinario della Misericordia, voluto da papa Francesco per far sì che i credenti – ma non solo loro – potessero fare esperienza in un modo tutto speciale della “misericordia di Dio Padre riversata su tutti gli uomini”, invitati a loro volta a diventare “misericordiosi come il Padre”. È volato via questo anno giubilare, come si suol dire, in un battibaleno… e domenica scorsa 13 novembre – con la chiusura delle migliaia e migliaia di Porte Sante presenti nelle cattedrali di tutto il mondo – si è concluso aprendo di fatto un tempo nuovo per tutta quanta la Chiesa, un tempo in cui ciascun battezzato porterà con sé più consapevolmente la certezza di essere amato in modo del tutto speciale dal Signore Gesù e chiamato ad edificare concretamente, giorno dopo giorno, l’edificio spirituale che è la Chiesa, la “casa comune di tutti”. Anche nella nostra Diocesi le due porte sante si sono chiuse, quella di Massa per mano del Vescovo diocesano, mons. Giovanni Santucci, mentre quella di Pontremoli, per mano del Vescovo emerito, mons. Eugenio Binini. Tantissima la gente che, nella cattedrale di Massa, fin dal mattino è transitata per l’ultima volta per la piccola porta che immetteva nella Cappella delle Stimmate dove veniva esposto solennemente il Ss. Sacramento per un momento di adorazione da parte dei fedeli che numerosi si sono accostati anche al sacramento della Riconciliazione. Anche per la nostra Chiesa apuana questo Giubileo ha rappresentato un momento significativo ed intenso di grazia che ha aiutato i credenti a riscoprire e vivere le opere di misericordia e – come suggerito dal Vescovo Giovanni – a “lasciarsi guidare dall’amore che il Padre riversa su di noi, perché nell’attenzione e nell’amore ai fratelli dimostriamo di essere figli”. La solenne celebrazione liturgica conclusiva, che ha visto la cattedrale gremitissima di fedeli giunti da tutte le parrocchie della costa e da quelle della Lunigiana meridionale, è stata presieduta da monsignor Santucci e concelebrata da tutti i presbiteri presenti, mentre i riti liturgici, molto curati, sono stati svolti dai seminaristi diocesani e dai ministranti sotto l’attenta regia di don Emanuele Gianluigi Borserini; i canti sono stati eseguiti dalla Corale della Cattedrale. “Oggi con la chiusura della Porta Santa – diceva il Vescovo Giovanni nella sua omelia – si chiudono sia il Giubileo straordinario che l’anno pastorale 2015 – 2016, un anno intenso, ricco di misericordia e di grazia…un anno che ha significato molto per tutti… Ora siamo chiamati a vivere concretamente la misericordia con opere concrete… E da stasera – proseguiva il presule – le opere di misericordia, sia corporali che spirituali, saranno il nostro impegno quotidiano verso i nostri fratelli, perché anche noi, come abbiamo ricevuto misericordia dal Padre, si sia a nostra volta misericordiosi con loro”. E concludendo la sua omelia, monsignor Santucci invocava l’intercessione “potente e premurosa di Maria Santissima, la Madre della Misericordia”. Al termine della Messa, poi, si snodava la processione di tutti i presenti verso l’esterno della Cattedrale, sul sagrato, per vivere con intensità e commozione, con la chiusura della Porta Santa e con la solenne Benedizione eucaristica, l’ultimo atto di questo Anno Santo davvero speciale.

Michele Marrocu

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