Arzengio ricorda tre suoi soldati dispersi nella II guerra mondiale

Cerimonia Arzengio caduti
Ad Arzengio la cerimonia in ricordo dei caduti della II Guerra Mondiale

Il 2 novembre la comunità di Arzengio si è stretta attorno a tre suoi componenti che, chiamati al servizio militare, non avevano più fatto rientro alle loro case.Tutti nati nel 1920, se ne erano perdute le tracce e vane erano state le speranze di vederli ritornare. Anzi, la madre di uno di loro ha coltivato per lunghi anni, fino alla morte, la speranza di scorgere sulla salita che viene da Pontremoli, un giorno, la sagoma di quel figlio mai restituitole dalla steppa russa, dove egli era stato visto per l’ultima volta camminare assieme ad altri alpini nella neve del terribile inverno 1942. Lui come gli altri due. Tutti finiti nel limbo dei “dispersi in guerra”. Oggi il paese ha dovuto prendere necessariamente atto che nessuna speranza poteva più essere coltivata e, con una semplice, ma significativa cerimonia, ha apposto i loro nomi e le loro fotografie sul monumento ai Caduti posto nel piazzale della chiesa parrocchiale. Così anche i visi di Pietro Bianchi Bardò e di Angelo Poli, entrambi scomparsi nel gelo dell’inverno russo, e quello di Alberto Zucca, morto sul fronte jugoslavo dopo l’8 settembre 1943, sono anch’essi lì, di fronte alla loro chiesa, a testimoniare l’orrore della guerra. La cerimonia, iniziata presso il cimitero frazionale (dove la S. Messa è stata celebrata dal parroco p. Dario Ravera), è proseguita con la processione fino al piazzale della chiesa per la benedizione della lapide. Era presente non solo molta della gente di Arzengio, ma anche il sindaco Lucia Baracchini e i rappresentanti delle Associazioni d’Arma. La giornata si è conclusa con un rinfresco offerto dalla gente di Arzengio nella canonica attigua alla parrocchiale di S. Basilide.

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