Ordinanza dopo la valutazione della Ditta Vega. Chiusura per i mezzi pesanti, riduzione della carreggiata e limite ai 30 km/h.

Riduzione della careggiata, limite di velocità a 30 km/h, chiusura al traffico dei mezzi pesanti superiori a 7,5 tonnellate il ponte De Gasperi. Con i mezzi pesanti diretti verso la SS 62 della Cisa e l’Autostrada che dovranno quindi utilizzare il ponte dell’area artigianale di Santa Giustina. Questi sono i provvedimenti presi dall’amministrazione comunale, con un’ordinanza, per quanto concerne la viabilità del ponte De Gasperi, struttura costruita negli anni ’60 che collega l’area di Groppomontone con il rione di San Pietro, per poi immettersi nella Statale della Cisa.
Una decisione stabilita seguendo le modalità indicate nella valutazione della sicurezza e analisi di transitabilità del manufatto a firma dell’Ing. Serracchiani pervenuta presso gli uffici comunali lo scorso 4 febbraio. Nello specifico la ditta Vega Engineering, a conclusione della valutazione della sicurezza, ha depositato uno studio di 914 pagine che evidenzia alcune criticità strutturali, rendendo necessari provvedimenti che tutelino la transitabilità in sicurezza, in attesa che siano ricercate e reperite le risorse per progettare e realizzare gli interventi definitivi.
Si prospettano costi ingenti e tempistiche lunghe per la risoluzione delle problematiche

Una situazione quindi complessa come ci certificano l’assessore ai lavori pubblici, Gianmarco Corchia, e l’ingegnere del comune Roberto Bertolini. “è un’ordinanza che come amministrazione – sottolinea Corchia – abbiamo dovuto prendere in quanti i risultati, presentati dalla ditta Vega, mostrano come il ponte non sia adeguato alle norme tecniche vigenti, ovvero quelle previste per il controllo della struttura e della sua capacità di resistenza. Del resto va tenuto conto che il ponte è stato realizzato negli anni ’60, il collaudo del 1962, quindi con criteri valutativi diversi rispetto ai parametri odierni”.
Per questo sono state necessarie delle misure che limitino il traffico veicolare, con la riduzione della carreggiata a tre metri “che verrà delimitata con dei birilli simili a quelli che vengono utilizzati per i lavori in autostrada”. Entra nella questione tecnica della vicenda l’ingegnere Bertolini che evidenzia come la problematica sia legato al fatto che la realizzazione della struttura (che è lunga più di 200 metri, 108 di ponte e 120 di viadotto) sia stato fatto con le selle Gerber, elementi strutturali di giunzione, comuni nei ponti e viadotti in cemento armato degli anni ’30-’60.
Selle Gerber, difficilmente ispezionabili e, per la loro morfologia, soggette all’infiltrazione delle acque, e quindi particolarmente sensibili a fenomeni di rapida obsolescenza.

Situazione su cui bisogna quindi intervenire, come ci dice l’ingegnere Bertolini, anche se allo stesso tempo il carotaggio ha evidenziato che “il cemento non è messo poi troppo male”.
Saranno comunque necessari numerosi lavori, partendo dall’applicare dei rinforzi che permettano lo scarico dei pesi delle Selle. Per poi intervenire con il ripristino di solette in calcestruzzo e dei relativi giunti di dilatazione, l’impermeabilizzazione e il rifacimento della soletta e del manto stradale, intervento sul sistema di convoglio delle acque piovane e il rifacimento dei marciapiedi e dei parapetti.
Interventi importanti i cui costi sono ancora da delineare “potrei ipotizzare una cifra attorno ai tre milioni di euro – ci dice l’assessore – ma è davvero ancora troppo presto per quantificare. Sicuramente sarà un impegno economico molto importante”. Per questo il primo passo da fare è ora quello “di attivarsi per la realizzazione della progettazione dell’intervento, perchè senza un progetto non si possono intercettare bandi di finanziamento”. Per delle tempistiche che si annunciano molto lunghe “anche in questo caso non è possibile fare una previsione, si apre ora l’iter, quindi sicuramente ci vorrà del tempo”.
(Riccardo Sordi)



