Le celebrazioni della festa patronale di Pontremoli. Il pontificale in Concattedrale celebrato dal Vescovo Vaccari
Una Concattedrale gremita, il canto solenne dei vespri, il respiro di una lunga tradizione che continua a gustare la presenza di Dio nella vita di ogni giorno; è così che sabato 31 gennaio la città di Pontremoli ha onorato il patrono San Geminiano.
Intensa e partecipata la S. Messa pontificale che per la prima volta, da quando nel 2022 è alla guida della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, è stata presieduta dal vescovo mons. Mario Vaccari.
Una scelta non casuale, legata a un momento significativo per la vita ecclesiale della diocesi: l’immissione dei nuovi canonici e delle nuove dignità del Capitolo della Concattedrale.
Accanto al nostro vescovo mons. Willy Ngumbi Ngengele, dell’ordine dei missionari d’Africa e vescovo della diocesi di Goma (Repubblica democratica del Congo) insieme a numerosi sacerdoti provenienti dai diversi vicariati del territorio diocesano. La liturgia è stata accompagnata dalla Corale Santa Cecilia che ha sostenuto con sobrietà e solennità la preghiera dell’assemblea.
Numerosissimi i fedeli giunti da tutta la Lunigiana, segno di una devozione che non si è affievolita nel tempo e che continua a essere elemento identitario per la comunità pontremolese.
Presenti diversi sindaci ed autorità del territorio insieme ad una rappresentanza dei Comuni di Modena e di San Gimignano che unitamente a Clara Cavellini, reggente per il Comune di Pontremoli, hanno offerto al celebrante la cera votiva mentre la Confraternita di San Geminiano di Modena ha portato in dono una brocca d’olio.
Ancora una volta, in rappresentanza della amministrazione comunale di Modena, era presente Gianluca Fanti, figlio di immigrati pontremolesi in terra emiliana.
In questo contesto ricco di segni e di presenze, l’omelia del vescovo Mario ha offerto una lettura profonda e attuale dello stile di San Geminiano e del significato della sua festa.
“Non celebriamo semplicemente una figura del passato – ha ricordato – ma un testimone che continua a parlare alla Chiesa e a Pontremoli perché la santità vera non invecchia ma diventa radice”.
Richiamando il tempo storico in cui visse il patrono, tra il IV e il V secolo, il nostro pastore ha sottolineato come essere vescovo significasse allora, e significhi anche oggi, “tenere insieme” la fede, l’unità e la vita concreta del popolo, esercitando un ministero di custodia e di guida: “guida e non dominatore, custode ma non proprietario”.

La Parola di Dio proclamata nella liturgia ha fatto da filo conduttore alla riflessione. Dal profeta Ezechiele, con l’immagine della sentinella posta da Dio a vegliare sulla casa d’Israele, fino al salmo che proclamava: “Il Signore è fedele per sempre”. Una fedeltà che, ha sottolineato mons. Vaccari, è il vero fondamento della storia della Chiesa. Non la forza degli uomini, non il prestigio delle istituzioni ma la fedeltà di Dio che “attraversa i secoli”. Nel Vangelo, lo sguardo di Gesù sulle folle e la sua compassione che diventano origine di ogni missione.

La celebrazione si è conclusa con un affidamento corale: la città di Pontremoli e quanti da essa sono lontana ma la portano sempre nel cuore, la Chiesa che vive nel nostro territorio, gli anziani e gli ammalati, il nostro vescovo con i nuovi canonici e ciascun fedele, tutti insieme rivolti ad invocare la protezione del Patrono perché, sostenuti dalla grazia del Signore, si possa continuare a “camminare insieme nella gioia del Vangelo”.
Al termine della liturgia, secondo tradizione, il vescovo si è affacciato dall’Episcopio e, sul greto del torrente Verde, è stato acceso il grande falò in onore di San Geminiano.
Un fuoco che illumina la notte invernale – “orietur in tenebris lux tua”, splende nelle tenebre la tua luce, come recita il motto dei fuochisti del rione – e diventa un simbolo eloquente che si fa memoria viva di una fede che scalda, rischiara e continua a indicare la strada. In quel bagliore Pontremoli ha rinnovato ancora una volta la sua preghiera.
Fabio Venturini



