Riportare la “regina dei torrenti” nel bacino idrico della Lunigiana

Il progetto di ripopolamento della trota portato avanti dal 2022 dall’associazione “Pontremolese Pesca”

Aiutare la trota, la “regina dei torrenti” a ripopolare il Magra e il suo bacino idrico. Un’importante iniziativa, nel percorso di conservazione di questa specie ittica, ma anche un tentativo di rinaturalizzare gli habitat fluviali fortemente a rischio. È con questo spirito che nell’agosto 2022 è ufficialmente nata l’Associazione Sportiva “Pontremolese Pesca” che come ci ricorda il presidente,   “cerca di collaborare con le varie associazioni di pesca del territorio, come ad esempio la “Mario Benelli”, ma che allo stesso tempo ha nel suo Dna una missione ben precisa, che è quella del ripopolamento dei torrenti del nostro territorio”.

Non a caso i soci dell’associazione, già da quel mese d’estate del 2022, si sono subito rimboccati le maniche e si sono attivati per la realizzazione di un incubatoio di trota Fario Mediterranea (specie autoctona caratterizzata dalla presenza di numerose piccole macchie sul dorso e sui fianchi) presso la Villa la Cartiera che è anche la sede dell’associazione. “In pochi mesi siamo riusciti a realizzare l’incubatoi, le vasche, gli impianti, per dare vita al progetto. Un lavoro notevole specie se si pensa che si tratta di puro volontariato”.

E così, già dal 2023 (perchè la fase di immissione avviene tra la fine di gennaio e la fine di febbraio) i primi “avannotti” (ovvero quando i pesci hanno concluso la fase larvale) sono stati inseriti nei corsi dei torrenti delle nostre montagne. Un primo inserimento di circa 70 mila, a cui hanno fatto seguito l’immissione di circa 200-250 mila esemplari nel 2024 e 2025. Un lavoro che, spiegato così, sembrerebbe facile ma che in realtà è molto delicato con vari operatori che si prendono cura di seguire le progressive fasi di sviluppo e “basta un piccolo errore o una disattenzione per rovinare tutto il lavoro”.

Se tutto procede per il meglio è merito di “un grande gruppo, una grande squadra”, come sottolinea Verunelli, una squadra che con il suo entusiasmo ha convinto e coinvolto i rappresentanti delle sezioni Provinciale e Regionali della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) trovando anche il pieno appoggio all’iniziativa da parte dell’amministrazione comunale di Pontremoli guidata da Jacopo Ferri.

Verunelli tiene poi a evidenziare come gli esemplari di trota utilizzate per il ripopolamento, siano certificati da Pierpaolo Gibertoni, veterinario ittiologo laureato presso l’Università di Parma, che da anni opera nel settore dell’ittiologia e dell’acquacoltura.

Un calo dovuto alla presenza di uccelli predatori
Il consiglio direttivo festeggia la nascita dell’associazione “Pontremolese Pesca”
Agosto 2022: il consiglio direttivo festeggia la nascita dell’associazione “Pontremolese Pesca”

Partendo da questa premessa chiediamo a Verunelli a cosa sia dovuta la diminuzione della presenza di trote e in generale di fauna ittica, nei nostri fiumi, “qualcuno potrebbe pensare all’inquinamento delle acque. Ma non è così, anzi negli ultimi anni c’è un miglioramento della qualità dell’acqua con norme più stringenti sugli scarichi nei fiumi”.

La problematica è quindi legata alla presenza dei predatori volanti come “aironi, cormorani, i merli acquaioli che hanno trovato nelle aree nei pressi dei fiumi, purtroppo in troppi casi abbandonati dall’uomo, un habitat ideale dove realizzare il nido e dove poter andare a caccia di pesci”. Proprio per questo motivo si è scelto di operare il ripopolamento nei torrenti montani: “dove questi uccelli predatori non riescono ad arrivare per la massiccia vegetazione che copre il corso del torrente”.

Positivi i primi risultati

La domanda successiva è se il ripopolamento effettuato negli anni passati abbia già prodotto effetti positivi “assolutamente sì, – sottolinea con convinzione Verunelli – ed anzi, proprio per monitorare al meglio la situazione, ogni anno cambiamo luogo di inserimento proprio per poter analizzare al meglio l’impatto su una determinata area. I primi rilievi effettuati sono decisamente positivi sia nella quantità degli esemplari che nella loro crescita. è chiaro che si tratta di torrenti di montagna dove c’è meno possibilità di trovare alimentazione rispetto alla pianura, ma comunque abbiamo individuato trote di 15-18 cm, quindi già di discrete dimensioni”.

Ovviamente ora la speranza è che dopo “l’aiutino” iniziale le trote tornino a fare il loro lavoro in maniera naturale, con una riproduzione che andrà ulteriormente ad innestarsi in questo opera di ripopolamento.

L’impegno per l’affidamento di alcune aree fluviali
Vista del centro storico di Pontremoli, nel lato lambito dal fiume Magra
Vista del centro storico di Pontremoli, nel lato lambito dal fiume Magra

Intanto l’associazione, che conta una cinquantina di soci e che si allargata anche oltre i confini pontremolesi coinvolgendo anche appassionati da Fosdinovo, sta lavorando per vedersi affidare alcune aree fluviali per operare al meglio nell’opera di ripopolamento “sì attendiamo la risposta dalla Regione che dovrebbe arrivare per il prossimo autunno”.

Un’attività che potrebbe avere anche una importante ricaduta turistica con un interesse da parte del mondo dei pescatori, anche con la pratica del “catch and release”, che prevede la foto e il rilascio del pesce, che rappresenta una scelta etica e sostenibile nella pesca.

(Riccardo Sordi)