Nell’ambito della “Agorà della Salute”, un convegno in cui ci si è incentrati sull’impatto economico, sociale, sanitario di questa “Era della Solitudine”
“Agorà della salute” è l’annuale incontro con i cittadini organizzato dalla Società della Salute della Lunigiana, ospitato quest’anno a Fivizzano, il 7 giugno, nella suggestiva Piazza Medicea e al Museo degli Agostiniani, di cui vi abbiamo dato un primo resoconto nello scorso numero del settimanale soffermandoci sui servizi di screening gratuiti erogati.
In questa occasione incentriamo la riflessione sui dati offerti dall’evento, dedicato a comunicare la tutela della salute, a rafforzare i rapporti con i servizi sanitari e sociali, a far riflettere su alcuni aspetti della prevenzione con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute.
L’intervento del dott. Amedeo Baldi sul calo demografico
Questa è stata la cornice di riferimento dei diversi relatori. Il Dott Amedeo Baldi, coordinatore sanitario della Società della Salute, ha tracciato un profilo di salute della zona Lunigiana con indicatori che definiscono un quadro di calo demografico con bassa natalità ed invecchiamento della popolazione.
L’indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età 0-14 anni) è pari a 320, il secondo più alto della Toscana dopo le Colline dell’Albegna. Questo correla con altri indicatori evidenti, quali il tasso elevato di disabilità e l’alta prevalenza di malattie croniche (in particolare le malattie cardiovascolari) condizionando gran parte della attività della Società della Salute.
Ma accanto a dati in parte attesi o previsti come questo, merita qualche riflessione invece un altro dato presentato: la mortalità per suicidio, che risulta la più elevata della Regione. Non è un segnale occasionale ma è persistente da alcuni anni e coinvolge diverse classi di età. I comportamenti suicidari possono essere in relazione non solo con patologie di tipo psichiatrico ma anche con la presenza di problemi sociali, economici, relazionali.
La mortalità per suicidio rappresenta una misura in grado di fornire informazioni non soltanto di carattere sanitario ma anche sulle condizioni socio-economiche di una popolazione. L’interpretazione causale del dato esige tuttavia cautela anche perché si tratta di un fenomeno multifattoriale in un campione di popolazione non elevato. Tra gli indicatori disponibili risulta peraltro che la presa in carico dei disturbi psichiatrici da parte dei servizi specialistici zonali sia persino superiore alla media regionale.
L’intervento del dott. Flavio Cattani sulle relazioni sociali
In questo contesto appare utile allora volgere lo sguardo sulla qualità della vita e delle relazioni sociali con particolare riguardo a condizioni di isolamento o solitudine. Così ha fatto il dott Flavio Cattani, responsabile della Formazione della ASL Nord Ovest, che ha richiamato l’attenzione sul benessere sociale da realizzare anche attraverso relazioni significative, poiché “il benessere individuale non è una solitudine eroica ma è una connessione sociale” e non correla con il numero ma con la qualità delle relazioni.
Le persone che hanno forti reti sociali vivono più a lungo e affrontano meglio lo stress, ma purtroppo il 50 per cento della popolazione lamenta un senso di solitudine. Coltivare il benessere emotivo e sociale richiede allenamento, bisogna valorizzare le relazioni significative, partecipare ad attività sociali, smettere di essere nemici di noi stessi e imparare a chiedere aiuto.
L’intervento di Lorenzo Tanzi sull’importanza della attività motoria
Anche Lorenzo Tanzi, fisioterapista della ASL Nord Ovest, ha richiamato l’importanza della attività motoria sollecitando la partecipazione ai corsi di Attività Fisica Adattata ed ai gruppi di cammino al fine di “muoversi, fare vita sociale, tornare in mezzo alla gente”. Le relazioni sociali sono infatti un processo integrale: comprende il corpo, il movimento, le emozioni.
L’intervento del prof. Umberto Crocetti sul tema del disagio

Il prof. Umberto Crocetti, docente di Filosofia, è intervenuto sul tema del disagio della modernità attribuendolo al nichilismo che si rivela nella angoscia di vivere, nella scontentezza, nelle chiacchiere irrilevanti senza corrispondenza. Il nichilismo, che implica perdita di senso e negazione dei valori, può portare a un senso di solitudine esistenziale. L’ironia come strumento terapeutico e forma esistenziale, può aiutarci. Sottrarsi ai condizionamenti emotivi del mondo prendendo le distanze dal proprio sentire.
Una ricerca individuale che porti a nuove e più autentiche forme di relazioni sociali. Così il percorso degli interventi ha di fatto seguito la comune traccia della attenzione alla cura delle relazioni e del benessere definito dalla connessioni sociali. Viviamo da soli, come succede al 40% degli italiani, bombardati da messaggi, da post e tweet da tutto il mondo, che arrivano dai nostri amici virtuali. L’utilizzo dei social media si è diffuso in maniera esponenziale negli ultimi anni, favorito anche dalla pandemia da COVID-19 ed ha coinvolto tutte le età. Sebbene venga riportato che l’utilizzo di alcuni social media permette di ridurre la probabilità di manifestare sintomi depressivi, a volte non ci aiuta a superare l’isolamento attraverso connessioni sociali valide
La connessione sociale, o al contrario l’isolamento e la solitudine, sono spesso considerati più rilevanti per la salute in età avanzata, a causa di fattori quali la perdita del partner o di altre persone care, la riduzione della mobilità, il peggioramento della vista e dell’udito, malattie croniche, l’impossibilità di accedere ai trasporti o la cessazione delle attività preferite. Tuttavia, prove emergenti suggeriscono che è rilevante per tutto l’arco della vita, e alcuni dati indicano che i gruppi di età più giovani potrebbero essere a rischio uguale o maggiore.
Viviamo tutti in questa “Era della Solitudine”, un fenomeno definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “un problema di salute pubblica globale”. Anche in Lunigiana gli indicatori di salute ci suggeriscono ora che l’impatto economico, sociale, sanitario di questo fenomeno sia meritevole di attenzione e cura.
Severino Filippi





