La diffusione dell’edera è un pericolo per i nostri boschi

La stagione invernale evidenzia la proliferazione della pianta che aggredisce diverse specie arbore provocando la caduta di piante per il peso eccessivo e la conseguenza di eventi franosi anche vicino alle strade. Un problema che va affrontato

Una pianta di robinia pseudoacacia aggredita pesantemente dall’edera e a rischio di caduta in prossimità della S.S. 62.
Una pianta di robinia pseudoacacia aggredita pesantemente dall’edera e a rischio di caduta in prossimità della S.S. 62.

Una delle stranezze che la stagione invernale mette in evidenza in relazione all’ambiente naturale che ci circonda è la presenza decisamente anomala di vaste chiazze verdi non in linea con la normale immagine del bosco dopo la caduta delle foglie. Basta però inoltrarsi in una qualsiasi strada del nostro territorio, ma non solo, per prendere atto che le chiazze di colore sono rappresentate, usualmente, dalla diffusione incontrollata dell’edera (Hedera Elix) una specie arborea parassita che a causa della mancata manutenzione delle aree boschive sta occupando spazi sempre più ampi. Certo, sotto certi aspetti, le caratteristiche della pianta la rendono abbastanza tollerabile almeno da un punto di vista estetico ed economico, ma ad una analisi attenta veniamo a prendere atto che proprio la proliferazione incontrollata sta diventando un pericolo costante per la viabilità e per la sicurezza di chi frequenta le zone boschive. Prestando la dovuta attenzione, infatti, si prende atto che l’aggressività dell’edera nei confronti della pianta ospite è tale che ne mette in pericolo sia la sussistenza, sia soprattutto la stabilità, fino ad diventare un rischio costante di collasso con riflessi sia sulla tenuta del terreno circostante, sia sulla frequentazione delle strade prossimali.

Una pianta avvolta dall'edera
Una pianta avvolta dall’edera

Chi di noi, viaggiando in macchina non ha preso atto della presenza di piante quasi completamente aggredite dall’edera che pendono pericolosamente verso la strada dando l’impressione di essere in procinto di collassare? Non è certo solo una constatazione superficiale, ma è appurato che la maggior parte delle frane che interessano il nostro territorio, e troppo spesso in prossimità di strade, è provocata proprio dalla caduta di alberi a catena. Quando succede, ed è veramente frequente, siamo tutti pronti a stupirci domandandoci come sia possibile che nessuno avesse avuto sentore del pericolo e dei rischi conseguenti. La risposta più naturale resta che il problema non viene considerato nella sua effettiva realtà, ma viene costantemente sottovalutato, al di là degli eventi sempre più frequenti. Chiaro allora che occorre una risposta sia da parte dell’autorità costituita, sia degli enti preposti alla sicurezza del territorio, sia delle forze dell’ordine di settore, per iniziative che impongano ai proprietari dei terreni a rischio di intervenire assumendosi in primis le responsabilità derivanti da eventuali incidenti, sia il dovere di provvedere al contenimento del fenomeno con interventi di manutenzione del patrimonio boschivo che riducano al minimo i rischi oggi troppo evidenti. Certo, siamo consapevoli che il problema non è dei più semplici e neppure dei più accattivanti, specie in termini elettorali, ma è anche evidente che diventa necessario provvedere nel breve prima che la situazione si aggravi ulteriormente ed eventuali accadimenti drammatici impongano poi di intervenire di urgenza, quando ormai però è troppo tardi.

(Luciano Bertocchi)