VERSO IL VOTO. Le interviste ai due candidati sindaci
La candidata di “Pontremoli Più” Elisabetta Sordi

Che cosa l’ha spinta ad accettare la candidatura a sindaco?
La consapevolezza che ci vuole una nuova modalità di gestione di Pontremoli, che segni un netto cambio di rotta rispetto alla gestione precedente. I dati demografici lo dimostrano, la città in questi anni si sta sempre più spopolando e a partire sono soprattutto i giovani, ovvero proprio coloro che invece dovrebbero rappresentare il futuro di questa comunità.
E come si convincono i giovani a restare?
Con il lavoro, dandogli una possibilità di poter continuare a crescere nel nostro territorio. Una cosa che faremo subito è quella di aprire un ufficio in comune che incroci le domande e le offerte del lavoro sul territorio. Abbiamo inoltre in progetto di aprire un confronto con le aziende che operano nei territori limitrofi e studiare agevolazioni perché abbiano interesse ad aprire a Pontremoli sedi distaccate. E poi puntare sullo smart working ed ovviamente sul turismo…
Già il turismo. Parola magica presente in ogni programma elettorale, ma come si può calare effettivamente sul territorio?
La prima cosa da fare è confrontarsi con chi il turismo lo fa tutti i giorni. Quindi il nostro progetto è quello di aprire un tavolo permanente con gli operatori turistici e confrontarsi con loro per ideare un percorso strategico che permetta alla città (che, ce lo riconoscono tutti, è bellissima) di essere ancora più attrattiva. E non solo d’estate: Pontremoli può accogliere turisti tutto l’anno offrendo percorsi a tema (enogastronomico, natura, barocco, ecc.) che possono contribuire anche a creare nuovi posti di lavoro.
Parlando di turismo e cultura non si può evitare di parlare del centro storico… e dell’annosa questione: traffico sì o traffico no?
Innanzitutto vogliamo far sì che le piazze storiche non siano più dei parcheggi a tempo indeterminato, andando a creare dei nuovi posteggi auto nelle aree limitrofe. Poi noi siamo favorevoli all’istituzione, e del resto era una nostra idea, della ZTL nel centro storico ma pianificandola con cura, confrontandosi con i residenti, con la cittadinanza e i commercianti. Non certo come fatto dall’amministrazione calata dall’alto e senza alcun confronto. E questo apre un altro capitolo…
Ovvero?
Della scelta che troppo spesso questa amministrazione ha compiuto di chiudersi in una torre d’avorio. Non solo con i cittadini ma anche con gli enti locali. Fuori dall’Unione di Comuni, dal Parco dell’Appennino, spesso in rapporti conflittuali con Provincia e Regione. Pontremoli paga il dazio di una lunga fase di isolazionismo; un conto che può diventare ora ancora più caro pensando che dall’Europa stanno arrivando i fondi del PNRR che aprono prospettive straordinarie per il territorio. Restare isolati può far perdere questa occasione storica per la nostra comunità.

Prima accennava allo smart working… ma ovviamente per essere efficace c’è bisogno anche della tecnologia…
Non c’è dubbio, e per far questo dobbiamo sviluppare una vera e propria strategia per il digitale e per la connessione. E lo si può fare legandosi a piani di area vasta sul digitale. E poi iniziative come creare una sala pubblica di coworking per dare maggiori spazi a chi sceglie Pontremoli come luogo in cui vivere.
Andiamo su due temi su cui vi siete confrontati aspramente in questi mesi con l’amministrazione: il ponte Zambeccari e le scuole di via Roma. Cosa pensate di fare?
Per il ponte: ora non si può far altro che cercare di reperire le risorse. Ma l’importante era quello che si poteva fare prima, quando la situazione di criticità della struttura era stata più volte segnalata all’amministrazione. Si è voluto far finta di niente, spendere oltre un milione di euro per fare gli asfalti in vista delle amministrative 2016 (vezzo che vedo è rimasto, sia pure in minor misura, anche in questa tornata elettorale), e anche negli anni successivi non si è intervenuto. Il risultato è che ora da oltre un anno la via che collega il Verdeno al centro storico non è nella sua piena funzionalità. E restando ai ponti vogliamo programmare prove di tenuta sismica e statica per gli altri ponti cittadini ed effettuare un ripristino dei ponti storici.
Tornando alla scuola?
La vicenda è semplice, il Comune ha partecipato a un bando per 12milioni di euro che però ha perso perché ha proposto un progetto inadeguato. Se si fosse intervenuto, come da noi subito suggerito, con la stabilizzazione della struttura, oggi la scuola sarebbe in sicurezza. E per quanto concerne lo studio in generale, quello che vogliamo è che Pontremoli ritorni ad essere, come era fino a pochi anni fa, uno dei centri di riferimento studenteschi, con tanti indirizzi scolastici.
Altre priorità?
Senza dubbio la difesa delle frazioni, creando le condizioni perche le persone possano restare senza dovere essere penalizzate nei servizi. E quindi pensiamo di dare più forza alle Cooperative di Comunità, non solo Guinadi e Torrano ma tante altre. E poi ancora agevolazioni per chi interviene con piccole opere di valorizzazione del territorio e dell’abitato. Ma soprattutto la nostra priorità è quella di aprire un percorso nuovo fatto di legalità e trasparenza. Confrontandoci sempre con la popolazione, senza nascondere le difficoltà ma trovando soluzioni assieme. (r.s.)
Il candidato di “Cara Puntremal” Jacopo Ferri

Che cosa l’ha spinta ad accettare la candidatura a sindaco?
L’amore per la mia città, il calore che ho sentito intorno a me, la voglia di concludere molte delle cose avviate (anche in ragione dello stop pandemico) e di proseguire il percorso virtuoso di Lucia Baracchini che ha rilanciato Pontremoli.
Quali sono le priorità che intende portare avanti?
Ci sono senza dubbi tanti aspetti. In primis quella di proseguire nell’ottimo percorso tracciato che ha permesso un notevole incremento del turismo nei suo vari aspetti: enogastronomico, culturale, naturalistico. I numeri record del Museo delle Statue Stele dimostrano che lo si sta facendo. Poi ci sono tante associazioni e privati che si stanno spendendo per favorire il turismo in città. L’amministrazione deve essere brava a dare energia e forza a queste iniziative.
E come lo si può fare?
Ad esempio sfruttando il distretto turistico per allargare e migliorare l’offerta. Altrettanto essenziale sarà continuare ad investire sulla città per renderla sempre più appetibile.
E in quest’ottica cosa vi proponete di fare?
Ci sono tanti progetti prossimi a partire a dimostrazione del grande lavoro svolto dall’amministrazione uscente che ha saputo intercettare vari fondi. Penso ad esempio ai finanziamenti ottenuti nell’ambito dei percorsi della Via Francigena, come la passerella al ponte dei Quattro Santi, la riqualificazione dei marciapiedi alla SS. Annunziata e il cammino nei pressi della Chiesa di San Lazzaro. E poi i finanziamenti ottenuti per gli Stretti di Giaredo. Ma sono davvero tante le opere in cantiere.
Senza dubbio la sua candidatura si pone in piena continuità con l’amministrazione Baracchini. Analizzando oggi questi dieci anni c’è stato qualcosa che poteva essere fatto in maniera migliore?
Sicuramente errori possono essere stati commessi. Ma ogni azione che abbiamo intrapreso è stata fatta pensando di fare il bene di Pontremoli. Il rimpianto più grande che posso avere sono per le iniziative che, per il momento, non siamo riusciti a portare a termine. Penso ad esempio al Teatro della Rosa su cui stiamo intervenendo da anni per rispondere appieno ai parametri richiesti dai Vigili del Fuoco. Purtroppo la pandemia ha bloccato l’attività che speriamo di poter riprendere e rendere nuovamente agibile lo stabile. E poi le scuole di via Roma, per cui avevamo trovato dei finanziamenti importanti ma la Sovrintendenza ha bloccato tutto…

Quello della scuola di via Roma è un argomento che infiamma il dibattito con l’opposizione. Come del resto la vicenda del ponte Zambeccari…
l ponte Zambeccari, voglio ribadirlo, è sicuro quanto lo è il 99% dei ponti in genere. Lo dimostrano le verifiche volute prima dal Comune e poi dalla Procura che infatti ha dovuto riaprirlo. E non siamo stati fermi come qualcuno ci accusa: abbiamo chiesto già da tempo finanziamenti a Regione e MIT. In ogni caso siamo pronti a reperire le risorse dal bilancio comunale, magari aprendo un mutuo, per realizzare i lavori e permettere la riapertura completa del ponte entro l fine del 2022.
Restando alle critiche dell’opposizione. Spesso vi accusano di isolazionismo e di mancato confronto con gli enti sovraordinati…
La trovo un’accusa che non corrisponde assolutamente al vero. Abbiamo tenuto sempre ottimi rapporti con tutti gli enti, con l’Unione di Comuni, la Provincia, la Regione, e lo dimostrano i tanti progetti realizzati in sinergia. Certo non abbiamo mai accettato di essere subalterni e, quando c’è bisogno, facciamo sentire la nostra voce anche con durezza.
Ci sono due aspetti che, nella difficoltà della pandemia si sono dimostrati fondamentali: sanità e tecnologia. Come pensate di agire in merito a questi temi?
Siamo sempre stati in prima fila in difesa della sanità, mentre Asl e Regione hanno mortificato il diritto alla salute dei cittadini lunigianesi pensando solo a tagliare i servizi senza guardare i reali bisogni delle persone. Ora gli investimenti saranno possibili grazie anche al PNRR. È quindi il momento di spingere tutti insieme perché siano programmati e realizzati. La ‘lista della spesa’ è lunga e l’occasione è irripetibile. E poi, devo dire con il supporto anche dell’opposizione, chiediamo a Regione ed Asl la nomina di un direttore di unità operativa complessa per il presidio ospedaliero della Lunigiana.
E per quanto concerne le infrastrutture tecnologiche?
Intanto c’è da segnalare la bella iniziativa di alcuni ragazzi che hanno lanciato con grande professionalità e competenza lo smart working come soluzione per un vivere più sereno. Quindi migliorare la qualità dei collegamenti informatici è fondamentale. Lo stiamo facendo in Regione ed in ogni sede in cui si stia discutendo delle difficoltà e dei ritardi nella posa e nella copertura della fibra ottica e della rete telefonica cellulare su tutto il territorio. È un tema fondamentale che, insieme a viabilità, sanità e vicinanza alle frazioni, resta sempre all’ordine del giorno. (r.s.)









