Settembre ancora sotto l’ombrello anticiclonico

Settembre sta per congedarsi nella più assoluta tranquillità anticiclonica e dopo aver  prodotto solo due episodi perturbati, il secondo dei quali poco avvertito nell’alta Lunigiana e molto intenso nell’area costiera apuana.
L’alta pressione ha offerto un sicuro riparo dalle sfuriate delle tempeste equinoziali, tanto per spiegare l’immagine dell’ombrello usata nel titolo dall’articolo. E’ una caratteristica del tempo settembrino quella di alternare giornate di un azzurro spettacolare e giornate di grande travaglio atmosferico.
Se non fosse per la crisi climatica che tanto incalza l’umanità senza che si riesca a tentare di adattarsi ad essa o di mitigarla con uno sforzo più condiviso, sarebbe solo da godersi questa tarda estate … d’inizio autunno.
In questo settembre, la prevalenza del tempo stabile si è accompagnata a temperature ancora elevate nella prima decade e poi in graduale calo, ma ancora un po’ superiori alla norma. Solo in quest’ultimo scorcio del mese si è assistito ad un ulteriore rinfrescarsi delle notti e delle ore del primo mattino con il ritorno delle minime sotto i 10°C, mentre i valori diurni si sono andati assestando con molta più lentezza.
In effetti, pure nella settimana in esame, passata una brevissima fase con cielo più nuvoloso e conseguente minore azione dei raggi solari (il 23-24) o con cielo sgombro, ma termometri tenuti a bada dallo spirare della tramontana (il 25), si può notare che le temperature massime si sono mantenute spesso sui 26-27°C.
Il cielo sereno o poco nuvoloso ha dominato la scena ed è stato quasi sempre di un limpido azzurro. La cosa non sarebbe per nulla atipica – i mesi di settembre caldi e radiosi sono tutt’altro che rari – se non fosse che il surplus termico va avanti dalla primavera scorsa, punteggiato da fasi in controtendenza davvero minimali.
Quindi, non ci si deve lasciare incantare dalle cronache dei decenni e dei secoli scorsi. La ricerca di un eventuale caso simile nel passato sarebbe infruttuosa, visto che non si tratta di scovare un’annata distintasi per scarsità di pioggia (come quella di quest’anno è stata solo in parte perché poi si è ripresa con temporali e nubifragi), bensì di rinvenire un semestre – da aprile a settembre – con un livello termico così mediamente elevato e preceduto da un inverno molto mite!
Poco importano i picchi di calura in singoli giorni, comuni anche un tempo, ai quali si attaccano coloro che, pure nella passata stagione, pontificavano “ha sempre fatto caldo in estate” senza nemmeno sapere di cosa stavano parlando. E’ vero, i valori medi appaiono poco al grande pubblico, ma la sensazione che si stanno vivendo stagioni fuori da ogni regola dovrebbe essere abbastanza comune e percepita da tutti, oltre che manifesta nelle conseguenze evidenti in ogni angolo del pianeta.
La prossima settimana si avranno tutti i dati a disposizione per… fare il processo a settembre: da qualche parte risulterà il più caldo di sempre e aggiornerà il podio; da qualche altra parte, e così lo si attende in Lunigiana, dovrebbe accontentarsi del secondo posto per il gioco particolare della media fra valori minimi (ben sotto ai vertici della loro propria classifica) e valori massimi, che potrebbero, al contrario, riservare sorprese tenendo duro fino allo spirare del mese.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni