A Equi Terme la solenne festa della Madonna del Bosco

Celebrata sabato 6 giugno dopo undici anni con una processione molto partecipata

Nella Lunigiana orientale la devozione alla Madonna del Bosco (detta anche “del Monte” è sempre stata molto sentita non solo ad Equi Terme, ma in tutta la Valle del Lucido. Quest’anno, poi, la processione con la statua della Vergine, sorretta dai portantini vestiti con le tradizionali cappe bianco-rosse, la sera di sabato 6 giugno, è stata particolarmente partecipata da fedeli provenienti da tutti i paesi della vallata, anche in considerazione del fatto che era da ben undici anni anni che non era celebrata.
In particolare era stato don Davide Papa, il “vecchio” parroco (quando ogni paese era parrocchia e poteva contare su un proprio sacerdote), a ricostruire e scrivere la storia del santuario che sorge sopra il paese di Equi, circondato dal bosco, con suggestiva vista delle Alpi Apuane e che si raggiunge percorrendo un sentiero in salita di circa un chilometro.

La processione per le vie di Equi Terme

Sabato scorso il corteo, accompagnato dalle musiche della banda di Casola, è partito alle 20,30 dalla nuova chiesa del Sacro Cuore e si è sviluppato lungo tutte le strade del paese addobbate, con soste dedicate alle preghiere guidate da don Simone Giovannella. La comunità locale ha lavorato con grande partecipazione per preparare il ritorno della tradizione, con il contributo essenziale dell’Associazione Presepe Vivente di Equi Terme nell’allestimento del percorso, tra luminarie, decorazioni floreali, infiorata e la suggestiva scritta luminosa “Viva Maria” realizzata per l’occasione al posto della tradizionale stella cometa sospesa tra due costoni delle Apuane.
L’origine della devozione si fa risalire al 7 giugno 1608, quando la Madonna apparve nella località della “Bandita” a due pastorelle, disperate per aver perso il gregge loro affidato. La Vergine, invocata, apparve loro in vesti bianche: la loro preghiera fu esaudita e il gregge ritrovato.
Le due giovinette, ritornate a casa, si adoperarono a convincere, grazie anche alle mani miracolosamente dorate, i genitori e i paesani dell’apparizione e a costruire una piccola cappella, che col tempo fu ingrandita e più volte restaurata – come accaduto anche di recente – ed è divenuta meta di devozione e pellegrinaggio per gli abitanti della vallata e per numerosi fedeli provenienti anche da altri territori.

(A.F.)