La fatica delle comunità ecclesiali nel vivere e attuare i temi ecologici

È in corso la Settimana Laudato Si’. Il Papa: “i progressi nella tutela dell’ambiente sono molto rallentati”; passare dalle parole ai fatti concreti per salvaguardare l’ambiente. Ma i temi ambientali appartengano alla coscienza di settori molto limitati all’interno delle Chiese locali

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Il 24 maggio di 12 anni fa Papa Francesco pubblicava Laudato Si’, l’esortazione apostolica “sulla cura della casa comune”: una riflessione sui temi ambientali, la denuncia che sora nostra matre Terra «protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei».
Francesco con Laudato Si’ fu profetico, anticipando gli accordi di Parigi del novembre dello stesso anno sul contenimento del surriscaldamento terrestre e, 3 anni dopo, Greta Thunberg e le piazze dei giovani che chiedevano di mettere seriamente in agenda i temi dello sviluppo sostenibile e della transizione ecologica.
La denuncia di Papa Bergoglio era esplicita e saldava le condizioni del Pianeta e la natura dell’uomo: «La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra», scriveva Francesco nelle prime righe del documento.
Non fu una denuncia estemporanea, ma uno dei fili conduttori dei 12 anni di pontificato, come testimoniò, 5 anni dopo, la preghiera straordinaria in tempo di pandemia, in una Piazza San Pietro deserta, in cui il Papa denunciò che «avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato».
Laudato Si’ rappresenta un organico impianto di dottrina sociale della Chiesa, in cui si saldano la critica un modello di sviluppo economico e consumistico che sfrutta le risorse del Pianeta in modo sconsiderato, le disuguaglianze nei paesi e tra paesi, la povertà, la pace.

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«Tutto è connesso» secondo il Papa, che proponeva una “conversione ecologica” di individui e società all’insegna della “ecologia integrale”: l’idea, cioè, che ambiente, economia, giustizia sociale, cultura e vita quotidiana sono legati da un’unica matrice: non si possono risolvere i problemi ecologici solo con la tecnologia se non si affrontano le cause profonde che generano l’ingiustizia e lo scarto umano. Francesco di fatto proponeva un progetto educativo e politico alla comunità internazionale, alle altre fedi, ai cattolici.
Cosa è rimasto di ciò, 12 anni dopo? Formalmente non si può dire che la Chiesa italiana sia rimasta ferma: l’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI ha promosso numerose guide e iniziative per sostenere le diocesi nell’adozione di buone pratiche economiche, energetiche e sociali; molte diocesi hanno avviato progetti territoriali concreti, come orti sociali, comunità energetiche, riqualificazione di spazi abbandonati e percorsi di educazione ambientale per le scuole e i giovani; su tutto il territorio nazionale – anche nella nostra Diocesi – sono nate le “Comunità Laudato Si’”, gruppi nati spontaneamente dal basso per promuovere nuovi stili di vita, sobrietà e riflessione spirituale.

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Ma scavando più a fondo non si può non ammettere che i temi ambientali appartengano alla coscienza di settori molto limitati all’interno delle Chiese locali. Le proposte educative, condivisione e testimonianze di buone prassi sono viste da buona parte di clero e laici con indifferenza, talvolta con sospetto quando queste implicano la contaminazione con soggettività percepite “lontane” dalla Chiesa – come se non vivessimo tutti sullo stesso pianeta.
Soprattutto, mentre le politiche verdi sono ovunque sotto attacco – Leone XIV domenica, più diplomaticamente, ha detto che «in questi ultimi anni, a causa delle guerre, i progressi in questo campo sono stati molto rallentati», incoraggiando ad un rinnovamento dell’impegno ambientale – appare del tutto assente la progettualità politica dei cattolici sui temi dell’ecologia integrale.
Ma questo non sorprende: da decenni la politica è vissuta come tabù in parrocchie e movimenti. Nonostante Laudato Si’ (assieme a Fratelli Tutti ed Evangelii Gaudium), sia la pietra miliare di un nuovo impegno politico dei cattolici in questo cambiamento d’epoca, il suo destino è quello di rimanere a prendere polvere su qualche scaffale?

Davide Tondani