Con un piccolo gesto, che non costa nulla si contribuisce alla crescita delle nostre comunità. Fondi dell’8xmille: un dono da mettere a disposizione delle comunità parrocchiali. Ma anche per offrire un sostegno concreto a tante persone che si trovano in difficoltà. E poi sostenere i nostri sacerdoti nella loro attività quotidiana
L’8xmille è una risorsa fondamentale anche per le Chiese locali: ce lo conferma Gabriele Bechini, economo della Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli: “grazie all’8xMille siamo in grado di sostenere tante persone che si rivolgono a noi: penso al Centro vicariale sant’Antonio e la Lugnola a Carrara, il Centro Beato Paoli ad Aulla, la Casa di accoglienza a Massa e tante altre situazioni che curiamo direttamente, tramite il coordinamento di Caritas diocesana” afferma il ‘custode’ dei conti della Diocesi.
Carità e impegno sociale, dunque. Ma non solo: “i fondi dell’’8xmille che arrivano in diocesi – spiega l’economo – sono distinti in tre voci: sostentamento dei sacerdoti, esigenze di culto e pastorale, ed interventi caritativi”.
Chi può firmare?
Possono sostenere la Chiesa con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama IRPEF e dal quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille.Come firmare?
Consulta il sito internet www.8xmille.it/come-firmare/

È sulla base delle esigenze provenienti dagli Uffici Pastorali Diocesani che si impegnano i fondi nei vari progetti individuati dal Vescovo di concerto con il direttore di Caritas diocesana e l’incaricato per il Sovvenire, dispongono gli interventi da finanziare, e poi approvati dal Consiglio diocesano per gli Affari Economici.
Se i fondi per la carità, con cui si sostengono le persone e le famiglie che si trovano in difficoltà e che si rivolgono ai Centri di Ascolto Caritas dei vicariati, rappresentano l’aspetto più visibile dei fondi 8xmille che arrivano alla Diocesi, non meno importanti sono i fondi destinati alle esigenze di culto e pastorale “con i quali la diocesi apuana sostiene le attività pastorali ordinarie del centro diocesano o delle parrocchie: iniziative, corsi, convegni, attività di formazione dei laici”.

Un terzo capitolo riguarda il sostentamento del Clero diocesano. Per gli stipendi dei preti la Chiesa italiana attinge agli istituti per il Sostentamento del Clero e alle offerte deducibili, ma la quota che manca per garantire l’erogazione degli assegni arriva proprio dalle firme dei contribuenti italiani a favore della Chiesa cattolica. “Mi piace sottolineare l’impegno dei nostri sacerdoti, – evidenzia l’economo – che ricevendo uno stipendio di circa un migliaio di euro al mese, riescono tra mille difficoltà a spendersi fino in fondo per il bene delle comunità e delle persone che gli sono affidate, in un tempo in cui seguire la vita della parrocchia – spesso di numerose parrocchie – è sempre più complesso e difficile”.




