Incontro degli studenti col CAI di Fivizzano
Non solo zaino in spalla e scarponi ai piedi; infatti, la montagna si impara prima di tutto tra i banchi di scuola. È questo il messaggio al centro dell’incontro che si è svolto recentemente a Licciana, dove il Cai Sezione di Fivizzano ha incontrato gli studenti delle classi prime e seconde della secondaria di primo grado dei plessi di Tresana e Licciana.
L’iniziativa fa parte del progetto “Vivere la Montagna: Seminare Responsabilità e Raccogliere Futuro”, promosso nell’ambito del Bando Cai Scuola – Progetto ERMES 2026, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di escursionisti consapevoli e cittadini attenti alla tutela dell’ambiente.
Durante la mattinata, gli esperti del Cai hanno guidato i ragazzi in un percorso dedicato all’educazione ambientale e alla sicurezza, partendo dal concetto di “impronta ecologica dello zaino”. Un tema solo apparentemente teorico, che ha permesso agli studenti di comprendere come ogni scelta, anche la più semplice, possa avere un impatto sull’ambiente montano.
“L’obiettivo è arrivare a un’impronta zero – hanno spiegato i volontari -. Quando si entra in un ambiente naturale, soprattutto in aree protette come il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, l’unico segno del nostro passaggio devono essere le impronte degli scarponi”.
Incontro per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente montano, poi seguito da un’escursione nei sentieri del Parco dell’Appennino
Un messaggio che punta a responsabilizzare i più giovani, invitandoli a rispettare la biodiversità e a riconoscere la fragilità degli ecosistemi montani. La seconda parte dell’incontro ha affrontato il tema della sicurezza e dell’orientamento, con dimostrazioni pratiche sull’uso di carte topografiche e bussola, strumenti fondamentali per muoversi in autonomia anche in assenza di tecnologia. Spazio anche agli strumenti digitali, come GeoResQ, applicazione gestita dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e promossa dal Club Alpino Italiano, utile per inviare richieste di soccorso in caso di emergenza.
Non è mancato un passaggio dedicato all’uso dei social network e ai rischi legati alla diffusione di contenuti fuorvianti. “Sempre più spesso online si vedono escursioni affrontate con superficialità ma la montagna non è un luogo da improvvisare: richiede preparazione, rispetto e conoscenza»”. Soddisfazione è stata espressa anche dalla dirigente scolastica Enrica Ravioli, che ha sostenuto con convinzione l’iniziativa. L’attività, accolta dal presidente della sezione di Fivizzano Fabrizio Nucchi, punta, soprattutto in un territorio come la Lunigiana, a formare giovani “sentinelle del territorio”.
Il progetto è proseguito poi con un’uscita sul campo tra i sentieri del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano per mettere in pratica quanto appreso in aula e trasformare la teoria in esperienza diretta, a contatto con quella montagna che i ragazzi stanno imparando, passo dopo passo, a conoscere e rispettare.



