Referendum: anche nella nostra Provincia vince nettamente il “No”

Con quasi il 54%. Un dato trascinato dai Comuni di Costa, con la Lunigiana che ha invece premiato il “sì” con il 51,7%

Il voto referendario, sull’adesione o meno alla riforma costituzionale votata dal parlamento, ci restituisce una Provincia letteralmente spaccata in due. Se i tre Comuni di Costa sanciscono una netta vittoria del no, in linea con il voto a livello nazionale, invece in Lunigiana a prevalere, con l’eccezione di due soli comuni, è il sì alla riforma fortemente voluta dal governo Meloni.

Andando poi a valutare i voti complessivi a livello provinciale, il peso demografico dei comuni di Montignoso e soprattutto di Massa e Carrara, risulta fondamentale nell’indirizzare l’intero territorio apuano verso la vittoria del No, che supera le 50 mila preferenze e sfiora il 54% dei voti. Un dato radicalmente diverso, come del resto facilmente intuibile dalle premesse, si ottiene se si valuta il complessivo dei voti in Lunigiana, dove il sì vince, anche se non in misura così eclatante come avrebbe fatto credere il quasi “cappotto” di 12 a 2 a livello di comuni. Alla fine ha prevalso l’assenso alla riforma, ma solo con il 51,7%.

Solo ad Aulla e Fosdinovo vince il no in Lunigiana. Alta la partecipazione con oltre il 60% dei votanti

Ma se in tutti e tre i comuni della Costa hanno visto la prevalenza del no, a sorpresa il comune in cui il dato del no è stato più alto è in Lunigiana, ovvero a Fosdinovo, unico comune in cui la scelta di bocciare la riforma ha superato il 57% (57,07% per la precisione) dei voti. Seguono comunque a pochissimi decimali di distanza i tre comuni citati in precedenza: Massa (56,20%), Carrara (56,16%) e Montignoso (56,01%). A chiudere la fila come quinto ed ultimo comune della Provincia in cui ha prevalso il no è il comune più popoloso della Lunigiana, Aulla, che si attesta al 51,7%. Se il no ha vinto anche a livello provinciale, i sostenitori del sì si possono togliere la piccola soddisfazione di essere gli unici nel territorio apuano a superare il 60% delle preferenze in un comune, ovvero Bagnone dove il sì si assesta al 61,46%.

A seguire le preferenze più alte si registrano a Zeri (59,3%), Tresana (56,9%), Comano (56,3%) e Filattiera (55,7%). Negli altri comuni la differenza tra sì e no si fa meno marcata, un dato che registriamo anche nei due centri lunigianesi maggiori, oltre ad Aulla, con Fivizzano dove il sì ottiene il 53,16% delle preferenze e Pontremoli 52,88%. Un dato, quello della città del Campanone, persino sorprendente visto l’abituale impatto politico che solitamente riesce ad ottenere l’ex sindaco ed ora consigliere regionale, Jacopo Ferri, che certo si è speso a favore del sì alla riforma e ci si attendeva quindi una vittoria con un margine superiore a quello finale di poco più del 5%. Fa senza dubbio piacere l’alta affluenza alle urne che segnala una partecipazione attiva della cittadinanza che negli ultimi anni si era un po’ persa.

L’affluenza è andata oltre il 60% a livello provinciale e si attesta addirittura al 63,3% in Lunigiana, con un coinvolgimento che si registra solitamente in occasione delle elezioni comunali o politiche. Il dato più alto viene osservato a Pontremoli dove quasi il 70% (69,8%) degli aventi diritto si è recato alle urne, poco distante il dato di Filattiera con il 68,4%. Ma comunque in tutti i comuni della Provincia si è superato il 60% dei votanti, con i dati più bassi registrati a Zeri e Carrara (entrambe 60,2%), Podenzana (60,6%) e Mulazzo (60,9%).

(Riccardo Sordi)