La Camera ha approvato la proposta, che ora passa al Senato, per ricordare i morti di quel naufragio del 1940

Ha ottenuto il via libera nel primo ramo del Parlamento italiano la proposta di legge per l’istituzione di una Giornata nazionale in memoria dei 446 italiani internati e deportati dal Regno Unito, che nell’estate del 1940 hanno perso la vita nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star.
La proposta, primo firmatario il deputato piemontese Enzo Amich (FdI), era stata presentata il 28 maggio 2024 e giovedì 12 febbraio, dopo un lungo percorso in Commissione, è arrivato il voto alla Camera dei Deputati che l’ha approvata. Ora la proposta passa al Senato per un iter che nei prossimi mesi porterà alla effettiva istituzione di una Giornata che, da un lato, possa essere testimonianza di uno degli eventi più drammatici legati alla Seconda Guerra Mondiale e, dall’altro, memoria e omaggio a centinaia di uomini innocenti che hanno perso la vita.
Una vicenda, quella dell’Arandora Star, rimasta per decenni patrimonio solo dei ricordi dei familiari di quanti, con l’entrata in guerra dell’Italia di Mussolini a fianco di Hitler, pur trovandosi a lavorare in Gran Bretagna spesso da lungo tempo, furono individuati come nemici e potenziali spie del fascismo, arrestati senza preavviso, imprigionati in campi di concentramento e avviati alla deportazione. Il 2 luglio 1940 il bastimento diretto in Canada con a bordo circa mille e cinquecento uomini, senza alcun segnale che indicasse il trasporto di prigionieri, fu identificato come nave nemica e affondato da un sottomarino tedesco davanti alle isole Ebridi, al largo della Scozia.

Nella tragedia persero la vita 865 persone, soprattutto italiani e tedeschi avviati alla deportazione, emigrati in territorio inglese per motivi di lavoro. Le vittime italiane erano originarie soprattutto delle aree alpine e appenniniche, territori poveri dai quali l’emigrazione era la regola. E l’Appennino parmense e pontremolese ha pagato un prezzo molto alto con decine di morti, ricordati soprattutto nel territorio di Bardi dove fin dagli anni Sessanta si è costituito il “Comitato Pro Vittime Arandora Star” e dove, nel cimitero, è stata eretta una cappella in memoria delle vittime.
Ma anche il territorio di Pontremoli è stato coinvolto nel lutto, una partecipazione testimoniata a livello istituzionale nel 2010, in occasione del 70° anniversario, quando su iniziativa dell’Amministrazione nella Piazzetta della Pace è stata inaugurata una lapide con i nomi dei 17 uomini di frazioni pontremolesi morti nell’evento.
Nel panorama delle iniziative è giusto ricordare che anche il Corriere Apuano ha avuto un ruolo significativo nel far emergere dal silenzio una vicenda tanto drammatica: nel 2002, infatti, il nostro settimanale aveva pubblicato e divulgato il libro “Arandora Star, una tragedia dimenticata” primo risultato delle lunghe ricerche di Maria Serena Ballestracci, nata a Firenze ma con radici a Grondola, che negli anni successivi ha continuato ad occuparsi di una storia che ha toccato così tante famiglie italiane.
(p. biss.)



