Sciopero dei ragazzi del “Belmesseri – Pacinotti”

“Prima facciamo il caldo poi la verifica” e ancora “Qui si fa lezione in modalità Polo Nord” sono solo alcuni degli slogan esposti nei cartelli che gli studenti dell’istituto “Belmesseri – Pacinotti” di Bagnone hanno mostrato nella protesta che si è tenuta il 28 gennaio di fronte alla sede della scuola. Uno sciopero di massa, con gli gli studenti delle sette classi dell’Alberghiero e le due classi del Meccanico che hanno protestato per i vari disagi che stanno vivendo.
Uno sciopero legato al mancato funzionamento dei riscaldimenti e degli infissi che fanno passare l’aria. Tutto questo nonostante sia una struttura nuova
A partire dal freddo che non permette ai ragazzi di vivere la scuola serenamente, con i riscaldamenti che da qualche giorno non funzionano e costringono alunni e docenti a lavorare con temperature che vanno tra i 13 e i 16 gradi.

A peggiorare la situazione ci sono poi problemi anche agli infissi della struttura, con alcune finestre che sono uscite dai cardini e non si chiudono correttamente facendo entrare aria fredda nelle classi incrementando il disagio degli studenti. Tanto che, circa una settimana fa, una finestra è caduta durante l’orario scolastico, fortunatamente senza conseguenze dirette su studenti e professori.

Una situazione che ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, unendo poi questa problematica le carenze dell’impianto di riscaldamento.
Eppure si tratta, sottolineano gli studenti, di un problema che ormai persiste già da qualche anno. Già nel novembre 2022 gli alunni dell’istituto lamentavano gli stessi disagi.
Ma com’è possibile che una scuola nuova, del 2018, all’avanguardia, abbia una caldaia mal funzionante, finestre che non si chiudono e spifferi ovunque? Sono le domande che si sono posti i ragazzi. Sulla vicenda è intervenuta anche la dirigente scolastica Lucia Baracchini che, hanno spiegato gli studenti, ha chiarito come gli interventi strutturali competano alla Provincia, pur avendo sempre segnalato le criticità agli enti preposti. (r.s.)
Le chiedono i docenti dei due istituti che hanno inviato una lettera a Regione, Provincia e sindaci
Garanzie in caso di accorpamento tra il “Ferrari” e il “Tifoni”

Garanzie e tutele in caso del possibile accorpamento tra gli istituti comprensivi “Ferrari” e “Tifoni”. Sono quelle che chiedono il personale docente e ATA dei due Istituti, che hanno inviato una lettera al presidente della regione, della Provincia e a sindaci in cui esprimono con fermezza alcune richieste fondamentali per tutelare il buon funzionamento e la qualità dell’offerta formativa futura.
A partire dalle presenza di una dirigenza scolastica di ruolo. Secondo i docenti è “imprescindibile che venga designata una dirigenza scolastica titolare e di ruolo, stabile e presente all’interno dell’Istituto, per garantire continuità amministrativa e didattica e una gestione efficace e responsabile”.

La nomina di un Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) di ruolo al fine di assicurare una regolare gestione amministrativa, indispensabile per l’organizzazione efficiente dei servizi. Scongiurare tagli nell’organico amministrativo e docente quindi nessun ridimensionamenti o tagli sugli organici in modo da garantire sia adeguati standard di sicurezza, pulizia, assistenza e supporto organizzativo, sia un’offerta formativa e didattica qualitativamente incisiva. Infine una difesa delle scuole dei piccoli centri abitati.
Al fine di evitare l’ulteriore impoverimento sociale e demografico dei piccoli Comuni, caratteristici del territorio lunigianese, “si chiede che vengano salvaguardate le scuole montane anche in presenza di un’utenza limitata nei numeri. Il diritto allo studio, sancito dalla nostra Costituzione, deve essere garantito a tutti e non può e non deve dipendere, né essere inficiato, dal territorio in cui si nasce. Per questo, difendere e rafforzare il diritto allo studio significa difendere la nostra democrazia. Non riguarda solo le scuole: riguarda noi, come comunità”.



