Cittadinanza attiva: la scuola  luogo di fatica e di speranza

A Pontremoli un incontro su stili educativi e partecipazione. Come la scuola sia in grado di fornire ai ragazzi strumenti per diventare, in un futuro prossimo, cittadini responsabili e dotati di coscienza critica

Da sinistra: Francuccio Gesualdi, Davide Tondani, Catia Castellani e Pierpaolo Triani

Sabato 14 febbraio si è tenuto, presso il Cinema Manzoni di Pontremoli, un incontro organizzato dal Cantiere per la Pace della Lunigiana, incentrato sul tema della cittadinanza attiva e dell’apprendimento cooperativo.
Presenti tre esperti a trattare l’argomento oggetto del dibattito: Francuccio Gesualdi, allievo di Don Milani e responsabile del Centro Nuovo Sviluppo di Vecchiano; Catia Castellani, docente di Storia dell’Arte presso il Liceo Mazzini di La Spezia e Pierpaolo Triani, nostro concittadino e docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Le tematiche sono state analizzate dagli esperti sotto più punti di vista, a partire dal ruolo della scuola nella “cittadinanza attiva”, ovvero come la scuola sia in grado di fornire ai ragazzi strumenti per diventare, in un futuro prossimo, cittadini responsabili e dotati di coscienza critica.
Compito della scuola dovrebbe essere altresì insegnare ai ragazzi a lavorare insieme, superando così il modello individualistico di studio. In un contesto sociale sempre più complesso e caratterizzato da rapide trasformazioni, la capacità di collaborare e di sviluppare uno sguardo critico sulla realtà appare oggi una competenza fondamentale per affrontare le sfide del presente e del futuro.
È emerso come la scuola non debba limitarsi alla trasmissione di conoscenze, ma possa diventare un vero laboratorio di partecipazione e confronto, capace di stimolare nei giovani senso di responsabilità e consapevolezza civica. L’apprendimento cooperativo, in questo senso, rappresenta non solo una metodologia didattica, ma anche un’esperienza educativa che prepara alla vita comunitaria e al rispetto reciproco.
La scuola anche come luogo di “fatica e speranza”, ha riportato il professor Triani, facendo riferimento a tutte le potenzialità e agli strumenti che essa ha a disposizione. Importante, secondo il Professor Triani, anche la formazione dei docenti a riguardo, poiché il primo compito che l’istituzione scolastica dovrebbe assolvere è quello della piena realizzazione del fanciullo, come sancito dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia.
Una visione che richiama la necessità di investire nell’educazione non solo come ambito scolastico, ma come progetto culturale e sociale di lungo periodo. La cittadinanza attiva è quindi intesa come un concetto più ampio dell’educazione civica, del quale tutti dovremmo farci promotori, soprattutto a tutela dei soggetti più fragili.
Una riflessione che richiama l’importanza di una responsabilità condivisa tra scuola, famiglie e comunità, affinché l’educazione diventi davvero uno strumento di crescita collettiva e di coesione sociale. Un proficuo pomeriggio all’insegna del dialogo e dello scambio di riflessioni, alla presenza di un numeroso pubblico interessato e attento, segno di quanto il tema dell’educazione e della partecipazione civica continui a suscitare interesse e bisogno di confronto nel territorio.