Bagnone: scoppia la polemica sui lavori e sui “piagnoni” del centro storico

Lavori in ballo da 9 mesi e il tardivo coinvolgimento della Sovrintendenza sull’opera

Il centro storico di Bagnone
Il centro storico di Bagnone

Vi avevamo raccontato, a metà settembre, delle frizioni emerse sulla situazione dei lavori nel centro storico di Bagnone, in particolare sui ritardi che si stavano accumulando rispetto ai tempi previsti e sulla scelta di rimuovere l’antica pavimentazione dei tradizionale “piagnoni” per permettere la realizzazione dell’opera e poi, in alcune aree, di non ricollocare i vecchi lastroni di arenaria ma di sostituirli con materiali di nuova fattura.

Una polemica che in queste ultime settimane si è fatta sempre più serrata, con la protesta dei cittadini e dei commercianti locali, vista anche la conformazione del centro storico di Bagnone che non ha una strada alternativa obbligando ad un transito alternato non certo agevole.

L’amministrazione spiega: ritardi dovuti ai ritardi degli operatori dei servizi. 

Situazione che l’amministrazione comunale ha deciso di spiegare fornendo dei chiarimenti sugli interventi in corso in Via Quartieri (e che coinvolgeranno successivamente il Borgo di Bagnone), per rassicurare gli abitanti.

Via Quartieri nel Cento storico di Bagnone
Via Quartieri nel Cento storico di Bagnone

In pratica dal Comune si sottolinea come con l’avvio dei lavori, lo scorso febbraio, del tratto da via Quartieri fino all’entrata di Villa Quartieri, “è stato concesso agli operatori/gestori dei servizi idrici, gas, elettricità e telefonia, di poter operare, al rifacimento dei propri sottostanti impianti, adeguandoli alle necessità anche future, prima che il Comune mettesse in opera la ripavimentazione della via, anche se i tempi dei lavori si sono dilatati”.

Nel frattempo è stato inoltre previsto ed avviato dall’ufficio tecnico la pavimentazione del tratto antistante la Chiesa che “è stato prontamente messo in opera, con materiali lapidei temporanei di diversa tipologia e pezzatura più piccola, data l’urgenza di permettere la funzionalità e la frequentazione dei fedeli alla Chiesa prepositurale di San Nicolò, nonché quello di rendere fruibili al pubblico le attività commerciali e gli uffici amministrativi di Piazza Marconi durante il periodo estivo, vista la richiesta di sospensione estiva dei lavori stessi da luglio a settembre, richiesta dagli operatori economici”.

Il sindaco di Bagnone Giovanni Guastalli
Il sindaco di Bagnone Giovanni Guastalli

Ad allungare i tempi è arrivato poi il coinvolgimento della Soprintendenza (sia pure tardivamente, come ammettono dal Comune) per il controllo dei lavori nel centro storico, stimolata anche dalla petizione presentata da un gruppo di cittadini e di forze politiche firmatarie.

Secondo l’amministrazione “i tempi della sospensione estiva dei lavori avrebbero garantito la tempistica necessaria per concordare con la Soprintendenza, preventivamente alla ripresa dei lavori, le modalità di rimontaggio definitivo e conservativo dei moduli della pavimentazione, comprensiva della risarcitura dei pezzi degradati. Si intende per contro rassicurare che i lavori di restauro conservativo della pavimentazione proseguiranno, comprensivi anche del tratto antistante la Chiesa, con relativo ripristino conforme all’originale, secondo la tempistica e le modalità già avviate con la Soprintendenza e sotto il controllo della stessa”.

I lavori si suddivideranno quindi in due tranche: la prima relativa a via Quartieri fino allo spazio antistante la Chiesa e la seconda relativa al Borgo-Via Repubblica/piazza Roma, quest’ultima “da realizzarsi a piccoli tratti successivi di consolidamento e risarcimento della pavimentazione negli spazi degradati”.

La minoranza non ci sta: dopo nove mesi ancora non si vede la fine dei lavori e troppa poca chiarezza dall’amministrazione comunale
Il consigliere di minoranza comunale a Bagnone, Michele Olivieri
Il consigliere di minoranza comunale a Bagnone, Michele Olivieri

Una ricostruzione della vicenda che non convince per niente l’opposizione con i consiglieri di minoranza, Michele Olivieri, Daniel Forciniti e Alberto Santini che vanno all’attacco dell’operato dell’amministrazione. “Sono trascorsi 9 mesi – scrivono i tre consiglieri – da quando sono iniziati i lavori nel Borgo di Bagnone: 9 mesi senza ancora poter intravedere la fine dei lavori e dei conseguenti disagi, in una situazione di assenza assoluta di chiarezza da parte di una Amministrazione Comunale”.

Secondo i tre consiglieri il comunicato del Sindaco “ricostruisce la situazione in modo approssimativo e fantasioso: anziché porgere le scuse a tutta la cittadinanza, ha cercato di giustificare il proprio operato dichiarando cose molto dubbie e accusando dell’attuale fermo dei lavori chi, come alcuni cittadini e i commercianti bagnonesi, si è semplicemente permesso, nel corso dei 9 lunghi mesi di disagi, di chiedere chiarimenti e informare chi di dovere”. Secondo i rappresentanti della minoranza è poco credibile dichiarare che i ritardi sono stati causati dall’intervento su fogne e tubature del gas “a fronte di lavori di tale portata era necessario concordare preventivamente ed in modo preciso le tempistiche con tutti i soggetti coinvolti (essenzialmente GAIA) ma questo non è stato fatto. Al contrario il Sindaco stesso aveva pubblicamente garantito la fine dei lavori in via Nicolò Quartieri (iniziati il 3 febbraio) prima per fine aprile e poi per fine giugno”.

Ed anche sulla nuova pavimentazione apposta in via Quartieri l’affermazione che la questa sarebbe provvisoria è “una affermazione tanto incredibile quanto non vera perché l’Ufficio Tecnico ha più volte dichiarato che quella era la soluzione definitiva. Una circostanza peraltro confermata nella risposta alla nostra interpellanza del 24 luglio”. E anche sul coinvolgimento della Soprintendenza lamentano “che secondo il sindaco sarebbe stata comunque coinvolta a ottobre, alla ripresa dei lavori. Ovvero 8 mesi dopo l’apertura del cantiere. In realtà il parere avrebbe dovuto essere sentito preventivamente e posto a corredo del progetto esecutivo”.

Per questo i consiglieri di minoranza chiedono l’apertura urgente di un tavolo tecnico e di confronto con il coinvolgimento della stessa minoranza.

(r.s.)