Il governo dispone, la Regione esegue

Autunno, tempo di predisposizione dell’offerta formativa e del dimensionamento scolastico per dare avvio alla “campagna” delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026-27. E, come da oramai triste consuetudine, si parla di tagli.
In Toscana dovranno essere accorpate 16 istituzioni scolastiche: dalle attuali 466 a 450, come stabilito dalla legge di Bilancio 2023 del governo Meloni.
La nostra provincia dovrà contribuire al ridimensionamento con tre accorpamenti.Per individuare le istituzioni scolastiche accorpabili, l’assessorato regionale all’Istruzione guidato da Alessandra Nardini ha preso a riferimento le iscrizioni 2025-26.
Le scuole su cui potrebbe calare la scure di Firenze sono l’istituto Meucci di Massa (-96 iscritti lo scorso anno), gli istituti comprensivi Massa 6 e Malaspina di Massa (-92 e -47 iscritti rispettivamente), il Tifoni di Pontremoli (-44) e il liceo Marconi di Carrara (-40). Nessuna di queste istituzioni scolastiche è stata catalogata dalla delibera regionale come “periferica” o “ultraperiferica”; solo il Tifoni è stato collocato tra le scuole di area interna “intermedia”. Il percorso per individuare le dirigenze scolastiche da accorpare è appena partito; saranno le conferenze zonali ad attivarsi per individuare il nuovo assetto scolastico, che verrà adottato dalla Giunta regionale entro il 30 novembre.
A stupire è stato però la condotta della Regione Toscana, che con una delibera del 29 settembre aveva deciso di non procedere a nessun accorpamento, in attesa dell’esito di un nuovo ricorso alla Corte Costituzionale, dopo quello di due anni fa, che diede ragione alla richiesta di tagli del ministro Valditara.
La nuova delibera del 27 ottobre ha rappresentato una retromarcia inaspettata perchè a fine settembre, con voto unanime, la giunta presieduta da Eugenio Giani aveva deciso di «procedere alla sospensione del procedimento di definizione degli istituti» da accorpare «sino alla risoluzione del contenzioso costituzionale», il cui verdetto dovrebbe arrivare a breve, data la prima udienza già fissata per il 18 novembre.
A fare cambiare idea è stata una durissima risposta ufficiale del Ministero dell’Istruzione che mettendo il dito sulla delibera di sospensione, è arrivato ad avvertire la Regione di addebitarle i danni erariali conseguenti al mancato ridimensionamento della rete scolastica. Saranno dunque le conferenze zonali e la politica locale a decidere gli accorpamenti da effettuare.
Nel frattempo a Firenze si sta lavorando sulla nuova giunta regionale e sarà il nuovo assessore all’Istruzione (a meno di un rinnovo dell’incarico per Alessandra Nardini) a inaugurare la nuova legislatura regionale con un atto che lascerà molti scontenti nelle province toscane. (d.t.)



