A Rossano Chiesa. Sono a cura della Diocesi e finanziati con un milione di euro del PNRR

Un importante cantiere è in corso a Chiesa di Rossano, la frazione del territorio comunale di Zeri, per il restauro e il consolidamento della chiesa parrocchiale intitolata a San Medardo.
Con un finanziamento di poco superiore al milione di euro (1,025 milioni), la Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli sta procedendo al recupero di un edificio chiuso da lungo tempo.
Sul Corriere Apuano avevamo annunciato per primi nell’agosto di tre anni fa questo intervento a Chiesa di Rossano, al momento della comunicazione ufficiale che il cantiere, secondo il progetto di recupero predisposto dalla Diocesi e autorizzato dalla Soprintendenza, sarebbe rientrato nell’elenco di quelli finanziati dal Ministero della Cultura e provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Lavori inseriti nella categoria relativa alla sicurezza sismica nei luoghi di culto: la chiesa, infatti, è chiusa da dodici anni a causa dei danni provocati dal terremoto dell’estate 2013. Profonde crepe nei muri perimetrali che minacciavano il distacco, copertura da rifare completamento, gravi cedimenti del terreno: un edificio dichiarato non agibile e una porta chiusa per anni; ora che i lavori sono finalmente iniziati, la popolazione locale guarda con rinnovata fiducia alla possibilità di potersi riappropriare di quello che è stato uno dei luoghi di culto più importanti di tutta la Lunigiana.

Fino ad oggi Sante Messe, funerali e tutti gli eventi liturgici dell’anno sono stati celebrati in uno spazio alternativo, non lontano dall’antica chiesa, che per quanto capiente ha creato non pochi disagi alla comunità locale. Oltre al disagio anche il rammarico per non poter accedere ad uno dei luoghi sacri più significativi del territorio; la chiesa di San Medardo a Rossano di Zeri – unica parrocchiale dell’intera diocesi intitolata al vescovo franco vissuto nel VI secolo – è citata già nelle decime della fine del Duecento, ma le sue origini sono certo ben precedenti, anche se le sue forme architettoniche originarie sono perdute da tempo, sia per le ristrutturazioni alle quali è stato sottoposto l’edificio nel corso dei secoli, sia per la ricostruzione seguita ad un altro terremoto, quello del 1834, che aveva provocato gravi danni alle strutture portanti.
I lavori, affidati alla “Leonardo Services” di Napoli, sono iniziati sul finire del 2024 e procedono non senza difficoltà e imprevisti; al momento i ponteggi avvolgono la parte absidale mentre grandi teloni coprono le tre navate in attesa della ricostruzione del tetto; per la stabilità dell’edificio è previsto anche di realizzare importanti e delicati interventi di consolidamento della scarpata sulla quale sorge la chiesa con l’inserimento di micropali che possano ancorare il terreno alla roccia sottostante.
La previsione iniziale era quella di concludere il cantiere e restituire la chiesa ai fedeli entro il 2025, ma è possibile che la fine dei lavori possa slittare alla prossima primavera.
Paolo Bissoli



