Grazie ad un 2025 con condizioni climatiche perfette
Quando si dice “spuntare come funghi’’ c’è una ragione ben precisa di un qualcosa che cresce a dismisura. Questo 2025, dal punto di vista micologico, sta dando davvero il meglio di sé, approfittando di condizioni meteo climatiche praticamente perfette, con quel giusto mix di pioggia, umidità e temperatura che non si ritrova tutti gli anni.
Il vento…
La bestia nera dei funghi è la Tramontana che secca velocemente il suolo e questa è stata totalmente assente nelle ultime settimane e così sarà ancora per parecchi giorni prolungando quasi certamente per gran parte di settembre la favorevole stagione dei ritrovamenti. Quel che si sente dire in giro è naturalmente che un annata del genere non si ricorda da chissà quanto tempo, ma ormai questo è un “mantra’’ che vale per tutto.
È vero comunque che negli ultimi anni c’è stata una maggiore irregolarità nelle nascite. Se fino verso la fine degli anni Novanta ma anche nella prima decade degli anni Duemila la stagione iniziava quasi sempre in maniera regolare nel corso dell’estate (a parte rari casi) per poi dare il meglio fra fine estate ed inizio autunno, dal 2015 in avanti, con il progressivo riscaldamento delle estati e soprattutto con fasi secche anche prolungate nei periodi focali, ha prodotto una fruttificazione dei miceti più caotica, distribuita in maniera poco uniforme, a seconda dei versanti più o meno umidi e più o meno esposti (Nord/Sud) dopo precipitazioni a macchia di leopardo, magari intense ma non uniformi sui nostri territori.
Il caldo e il freddo…
Quindi abbiamo avuto annate ricche alternate ad annate scarse: non è diminuita in assoluto la quantità ma è aumentata l’irregolarità temporo spaziale dei ritrovamenti. Un altro aspetto che viene spesso rimarcato è che le alte temperature di quest’anno, costantemente al di sopra delle medie stagionali, favoriscono questa esplosione di miceti. Il troppo caldo non è sempre una buona cosa ma in concomitanza di alta umidità, di suoli ben bagnati e vento scarso non si può negare che ciò sia vero.
Ma ricordo alcuni dei freddi anni Settanta, come ad esempio il 1972,’73,’76 e’77 che si andava a raccogliere porcini, ovuli ed ogni altro tipo di funghi con paniere, cassette, carriole, e si trovavano anche durante le precoci nevicate settembrine e persino sotto le foglie ricoperte dalle prime brinate. Si cominciava a trovare funghi a giugno e si finiva a ottobre.
Quanto incide la luna?
Altro fattore molto controverso è la fatidica Luna, quanto incide? “A settembre pioggia e luna è dei funghi la fortuna”… recita un noto proverbio. Se lo chiedete ad un micologo esperto vi risponderà che la Luna con le sue fasi e la sua maggiore o minore luce notturna non cambia assolutamente nulla e che non c’è alcuna prova scientifica. Ma se lo chiedete a ricercatori di funghi da una vita vi diranno che conta eccome! Secondo loro sono favoriti i periodi con luna crescente e fino alla luna piena mentre nelle altre fasi le nascite calano e verminano più facilmente.
Probabilmente, come spesso succede, la verità sta nel mezzo, e cioè che la luna influisce (soprattutto in quantità) se vengono rispettate anche tutte le altre condizioni idonee alla proliferazione già sopra citate, oltre alla indispensabile disponibilità energetica del micelio fungino e alla presenza di piante simbionti, cioè quelle che instaurano una stretta relazione con alcuni tipi di funghi: vale soprattutto per il tartufi ma anche con molti tipi di porcino ovuli e galletti. Comunque quest’anno anche la luna potrebbe avere dato una manina all’abbondanza!
Poi ai nostri giorni ci sono la rete, i social, gli smartphone, con le foto di tutti i ritrovamenti, in ogni angolatura, primi piani, i kg ritrovati, e chi più ne ha più ne metta, che amplifica a dismisura la sensazione di trovarsi di fronte ad un annata esorbitante. Una volta esistevano pochi “fungaioli’’, ora tutti li sono, chiunque va nel bosco a cercar funghi, magari pure in infradito o ciabatte, anche senza la benché minima preparazione, prima di tutto di conoscenza del fungo, compresa la sua commestibilità, e di fatti gli avvelenamenti sono in aumento rispetto al passato.
C’è una certezza: povero bosco! Aumentano i cercatori, diminuisce il senso civico
Però con un maggior numero di cercatori con tanto di “selfie annessi’’, la quantità ritrovata viene oltremodo amplificata. Con l’aumentare dei ricercatori, e con un sempre più drastico calo del senso civico e del rispetto del bosco, aumentano purtroppo i ritrovamenti anche di rifiuti di tutti i tipi, da pacchetti vuoti di sigarette, bustine di plastica di brioche, cioccolate ed integratori, e belle bottiglie di plastica con tanto di tappo che ora rimane sì ben incollato e non verrà così ingoiato dai pesci del mare ma va anch’esso a far da nutrimento (sigh…) al nostro sottobosco.
Insomma c’è la lavorare parecchio anche per le autorità preposte al controllo, alle quali, oltre a controllare misure e quantità dei funghi ed il rispetto delle regole, consiglierei di tenere d’occhio anche chi non rispetta il suolo che calpesta.
Mauro Olivieri



