Crescono il numero delle imprese in Lunigiana. Ma per l’imprenditoria giovanile la sfida è ancora in salita

Presentato dalla Camera di Commercio Toscana Nord Ovest il Rapporto Lunigiana

Un’imprenditoria “anziana”, un tessuto economico fatto di piccole realtà produttive, un basso numero di imprese giovanili: è quanto emerge dall’ampio Rapporto Lunigiana 2025 presentato lo scorso 8 agosto dall’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest. Un rapporto, quello dell’istituto camerale, come sempre ricco di informazioni e che assemblando molti dati economico-sociali, offre un ritratto del territorio utile per comprenderne le dinamiche interne.

La parte più strettamente legata al mondo produttivo del Rapporto consegna, come già lo scorso anno, il quadro di un tessuto imprenditoriale in lento mutamento. Nel 2024 le imprese in Lunigiana sono risultate 4.967, in crescita rispetto all’anno precedente dello 0,2%, pari a 8 imprese in più, a saldo di 255 iscrizioni e 247 cessazioni. Le nuove iscrizioni di imprese sono concentrate principalmente nel settore delle costruzioni. Dal 2019 la Lunigiana ha perso il 7,3% delle imprese, ovvero quasi 400 attività, un dato peggiore delle altre aree interne della Toscana Nord Ovest.

Dai dati economici emerge come l’emorragia delle imprese si sia arrestata

I lavori sulla tratta ferroviaria Parma-La Spezia, tra Pontremoli e Borgotaro

L’inversione di tendenza registrata nell’ultimo anno, secondo i ricercatori camerali, segnala però una possibile fase di stabilizzazione, dopo anni di pesante contrazione. A fine 2024 si contano, rispetto a 5 anni prima, 56 imprese in meno nell’industria, 108 nelle costruzioni, 158 nel commercio.

In quest’ultimo settore, nei 5 anni presi in esame sono cessate 170 attività, con l’esplosione del commercio elettronico e della ristorazione che non sono state però in grado di compensare le chiusure nel commercio al dettaglio e nei bar. Il settore delle costruzioni è costituito in Lunigiana da quasi 940 imprese (200 in meno rispetto a 5 anni fa), tantissime se rapportate alle 1.600 imprese del settore nelle tre province di Massa, Lucca e Pisa, ma molto piccole: il 71% del mondo edile locale è costituito da imprese artigiane.

Ma permane un’imprenditoria anziana, poche imprese giovanili e un tessuto di microimprese.
Foto di archivio di lavori di asfaltatura
Foto di archivio di lavori di asfaltatura

L’imprenditore “tipo” della Lunigiana ha quasi 53 anni, un’età superiore alla media provinciale, anche se inferiore di un anno rispetto alla media delle altre aree interne della Toscana Nord Ovest. L’età dell’imprenditore medio lunigianese riflette una struttura imprenditoriale mediamente anziana, che potrebbe incidere sulla capacità di innovazione e sul ricambio generazionale. Esiste a tal proposito anche un’imprenditoria giovanile, fatta di 369 imprese con titolare di età inferiore a 35 anni: si tratta di meno del 7,4% delle imprese lunigianesi, contro il 7,7% delle altre aree interne.

È un dato che riflette una sfida tutta in salita per il ricambio generazionale nel mondo produttivo locale. Sarebbe interessante capire il perché di un dato così ridotto, influenzato probabilmente dalle condizioni territoriali, dall’attrazione esercitata da vicine aree urbane economicamente più attrattive, ma probabilmente anche da consolidati fattori sociologici che non favoriscono la vocazione imprenditoriale. Fa riflettere anche il fatto che tra i giovani imprenditori è in forte crescita la componente afferente a persone con cittadinanza straniera. In una Lunigiana in cui ogni 6 nuovi nati uno è di origine non italiana, delle 369 imprese giovanili 74 sono straniere, il 20% del totale, un dato ben più alto, per esempio di quello della Garfagnana (14%).

I dati sul reddito lunigianese riflettono le difficoltà di un tessuto economico che mostra segni di novità.

In generale, quello lunigianese appare come un sistema produttivo fondato sulle micro-imprese (nel 2022 ogni unità locale occupava in media 2,7 addetti), ma capace di occupare, al netto del settore agricolo, circa 10.700 occupati, 400 in più rispetto al 2019. Di questi, 6.600 sono lavoratori alle dipendenze, componente che rappresenta la parte preponderante della forza lavoro locale. Nell’intervallo temporale preso in osservazione nel Rapporto i lavoratori alle dipendenze sono cresciuti dell’8% in Lunigiana, contro il 6% delle altre aree interne della Toscana Nord Ovest.

Un sistema produttivo fondato su imprese di dimensioni ridotte e concentrate su settori che risentono pesantemente del ciclo economico (costruzioni) o dei cambiamenti del mercato (commercio), situato in un’area ad elevato tasso di invecchiamento demografico, si riflette sulla dinamica dei redditi. Secondo i dati del Ministero dell’Economia, nel 2023 il reddito medio imponibile Irpef pro-capite dei residenti della Lunigiana ammontava a 21,6 mila euro, contro una media provinciale di quasi i 23 mila euro, con il 40% dei redditi che derivano da prestazioni pensionistiche (la media provinciale è del 36%), con punte superiore al 50% nei comuni più periferici. (d.t.)