La preoccupazione per il Piano delle Aree Interne arriva anche nei consigli comunali

Presentate mozioni dai consiglieri di minoranza di Pontremoli e Casola

Una suggestivo panorama della Lunigiana
Una suggestivo panorama della Lunigiana

Dopo essere stato discusso a livello teorico, la questione del progetto del Piano delle Aree Interne è sbarcato nel vivo della politica locale con la discussione di due mozioni, presentate nei consigli comunali di Casola e di Pontremoli, in entrambi i casi presentate dai rappresentanti delle opposizioni.

Due mozioni similari che partono dal presupposto di chiedere una revisione strutturale del Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne 2021-2027 (PSNAI) in cui si parla di un “Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”. Infatti secondo il PSNAI “Un numero non trascurabile di Aree interne si trova già con una struttura demografica compromessa. Queste Aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma non possono nemmeno essere abbandonate a sé stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le possa assistere in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento in modo da renderlo socialmente dignitoso per chi ancora vi abita”.

Una suggestiva immagine realizzata da Federico Palermitano con il panorama dal passo della Cisa.
Una suggestiva immagine realizzata da Federico Palermitano con il panorama dal passo della Cisa.

Ciò significa, scrivono nella mozione i consiglieri di minoranza, “che per i quasi 4.000 comuni (oltre la metà del totale) che ricadono nelle aree interne, per il 58,8% della superficie nazionale, per i 13,4 milioni di persone (22,7% della popolazione residente nel 2021) che le popolano si apre una fase di inesorabile abbandono, seppur con tempi diversi”. Un dato inaccettabile, sostengono dai banchi dell’opposizione in quanto le Aree interne svolgono fondamentali servizi ecosistemici a beneficio dell’intero Paese, come “la cura e il presidio del territorio ai fini della prevenzione del rischio idraulico, idrogeologico e di incendi boschivi, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la produzione di cibo da agricoltura sostenibile, la cura delle sorgenti e dei corsi d’acqua, la cura del patrimonio materiale e immateriale e del paesaggio. Lo spopolamento delle aree interne, pertanto, rappresenta un rischio reale di perdita di servizi fondamentali per l’intero Paese”.

Senza dimenticare che “il cambiamento climatico sta già portando, e porterà sempre di più e rapidamente, ad una migrazione verti cale per fuggire da città infuocate e salvaguardare la salute di tutti, a partire dalle persone più fragili. Si è aperta, quindi, una nuova prospettiva per il neopopolamento delle aree interne il che renderà il ritrarsi dello Stato e della spesa sociale anacronistici e cinici”.

La consigliera di minoranza di Casola, Maria La Salandra
Consiglieri in seduta a Casola
Consiglieri in seduta a Casola

La consigliera di minoranza di Casola, Maria La Salandra, ha inoltre rivendicato come il comune di Casola in pochi anni abbia visto un importante calo degli abitanti dai 1233 del 2002 ai 931 del 2024, “un dato contro cui la nostra comunità deve reagire. Perchè le Aree interne non sono territori da accompagnare con rassegnazione verso il tramonto, ma realtà vive, ricche di risorse umane, ambientali e culturali che aspettano solo di essere valorizzate con investimenti concreti, visione strategica e politiche coraggiose”.

E in quest’ottica la consigliera ha parlato del progetto di ingresso nel Parco dell’Appennino “che può dare delle risposte al bisogno di rilancio della nostra comunità”.

La mozione bocciata a Pontremoli e rimandata a Casola

Reazione diverse da parte delle due maggioranza chiamate ad esprimersi, dal lato pontremolese il sindaco Jacopo Ferri ha voluto stemperare la tensione, sottolineando che ha avuto un confronto con il Ministro il quale lo ha rassicurato che in realtà il progetto del Piano delle Aree, così come diffuso, non corrisponde a quanto è realmente scritto. Per questo la maggioranza ha votato compattamente contro la mozione.

Mentre a Casola, il sindaco Mattia Leonardi ha rimarcato come la sua amministrazione sia l’espressione di una lista civica, e che per rispettare tutte le sensibilità aprirà un confronto interno, rinviando quindi la discussione della mozione al prossimo consiglio comunale.

(Riccardo Sordi)

L’attacco di “Pontremoli Più”
I quattro consiglieri della minoranza della lista “Pontremoli Più”. Da sinistra Mario Bassi, Elena Battaglia, Elisabetta Sordi e Matteo Bola.

Va all’attacco il gruppo di Pontremoli Più in un comunicato al termine del consiglio comunale, sottolineando come in questi anni “Abbiamo presentato in Consiglio una mozione contro ai tagli del Governo agli enti locali. La maggioranza vota compatta contro poi però polemizza con i mancati servizi” quindi “presentiamo in Consiglio la mozione contro i tagli alla sanità” anche in questo caso la maggioranza voto contro “Però poi, coerentemente, ci si stracciano le vesti per ogni criticità legata a servizi o personale”, e infine “abbiamo presentato la mozione per chiedere di rivedere l’impostazione del documento strategico per le aree interne, ma anche qui la nostra Amministrazione ha votato contro, perché, a detta del Sindaco, il Ministro assicura che non abbiamo capito niente.. e si polemizza con le politiche di Regione Toscana”.

Quindi, sottolineano dalla minoranza, si sostengono tutte le azioni del Governo ma si contesta “la misura dei nidi gratis, uno dei più importanti supporti reali e concreti alle famiglie degli ultimi anni, perché ha portato ad avere più richieste e a dover utilizzare più risorse per i servizi del nido. Eh certo, perché per essere amici delle famiglie basta finanziare un evento di presentazione di libri a tema una volta all’anno, mica si deve pensare di spendere e investire risorse dare ai bambini – tutti – le stesse possibilità”.