In Logarghena l’inaugurazione del Monumento agli Alpini

Iniziativa voluta per festeggiare i 70 anni di Fondazione

Domenica 20 luglio, i Gruppi Alpini della nostra Provincia, alla presenza del Gonfalone provinciale, si sono riuniti su un piccolo altopiano facente parte dei vasti, noti prati di Logarghena che, a Maggio, profumano di giunchiglie, per l’inaugurazione del Monumento agli Alpini, fortemente voluto dal Gruppo Alpini di Filattiera, attualmente, guidato da Andrea Draghi, per festeggiare i 70 anni di Fondazione dedicata al giovane Battista Silvestri, nativo di Lusignana, deceduto nel fango delle trincee. Primo presidente fu Erio Pettazzoni il cui esempio è, oggi, raccolto dai nipoti. Labari, gagliardetti e tante “Penne nere”, simbolo di valori, di doveroso rispetto, di Patria, di storia.

Molte le autorità civili e militari, a partire dalla sindaca Annalisa Folloni, affiancata dalla vicesindaca Giuliana Filippi, la vicepresidente della Provincia Maria Grazia Tortoriello, il consigliere nazionale degli Alpini Marco Ardia, il generale Armando Novelli, Piergiorgio Belloni, già sindaco di Casola e cerimoniere dell’evento “con tutti i crismi”, Associazioni di Volontariato e Radioamatori (impossibile fare elenco completo di tutti partecipanti).

Intensa la mattinata iniziata alle 9 con, dopo il ritrovo, l’Alzabandiera con esecuzione Inno Nazionale, lo scoprimento del Monumento (basamenti in pietra che sostengono la simbologia di tre Penne, alte 2 metri e mezzo, che rimandano al famoso cappello) da parte della sindaca Folloni, generale Novelli e Domenico Mori, presidente della Sezione Alpini di Massa – Carrara. Salivano in alto le note de “La Canzone del Piave e del Silenzio”.

Pieno di commozione il discorso della sindaca di Filattiera “è un giorno importante, ha detto, quello che stiamo vivendo. Mi rallegra la presenza dei giovani a cui dobbiamo tramandare, e testimoniare, la Memoria: l’unica cosa che ci permette di essere chi siamo.

I nostri Alpini hanno dato la vita per la libertà, la democrazia, e la pace. Fortemente tradita, oggi, da poteri che hanno condannato, ed ancora, il mondo a scivolare su quel folle piano inclinato delle guerre. Ecatombe di innocenti. Dove siamo è un posto dell’anima dove sostare per riflettere, pregare per i nostri defunti, e lasciarsi stupire dal silenzio, nella magnificenza di uno scenario di iconica bellezza che fa battere il cuore”.

Stesso filo rosso hanno sostenuto gli altri interventi. La liturgia della Parola è stata celebrata dal diacono Alcide. Il Vangelo ha evidenziato uno degli attributi più profondi della identità di Gesù: la compassione, nelle sue varie sfumature in stretta relazione con la generosità degli Alpini.

Alla fine, Draghi ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera che, ha evidenziato, “l’idea è partita da me, ma, per realizzarla ci sono voluti aiuti concreti, collaborazione, passione. Voglia di crederci. L’Amministrazione ha, da subito, aderito ed “agito”. Così amici, sostenitori, simpatizzanti. Onoriamo gli Alpini della Lunigiana e dell’intero Paese. Coloro che conoscono l’Infinito e coloro che agiscono per il bene comune, la fratellanza, l’unione”.

Riconoscimenti e premiazione fra gli applausi. Il Coro San Giorgio e la Banda Musicale di Filattiera, con il loro prezioso servizio e la bravura, hanno solennizzato la cerimonia. Mentre il vento faceva sventolare il Tricolore, simbolo di unità nazionale, il pensiero di chi scrive, permettete, è volato ai piedi del monte Grappa per una carezza a nonno Sante.

Eroe, come tutti, della Grande Guerra. Sepolto in un anonimo fazzoletto di terra, ritrovato dopo 105 anni. La giornata si è conclusa a Serravalle, vestito a festa, con ricco pranzo, fra allegria, canti, ricordi ma anche progetti futuri.

Ivana Fornesi