Referendum: anche la nostra Provincia ampiamente sotto il quorum

Un elettore su tre si è recato alle urne (33,3%), la partecipazione più alta a Fosdinovo (34,9%) la più bassa a Bagnone (24,1%)

Fac-Simile di una delle cinque schede per il voto dei referendum dell’8 e 9 giugno

Un elettore su tre della Provincia si è recato alle urne per il referendum. Siamo quindi ben lontani dal quorum come del resto è accaduto anche a livello nazionale (30,5%) e regionale (39,1%), con la nostra Provincia che si è posta sostanzialmente a metà strada tra il trend italiano e quella della Toscana che è risultata la Regione con la partecipazione più alta dell’intera penisola. Come detto, in Provincia uno su tre al voto, ed è un dato davvero preciso alla virgola, con un 33,3% che, grossomodo, caratterizza la percentuale di voto di quasi tutti e cinque i quesiti referendari. Infatti c’è davvero pochissima differenza nella partecipazione, sintomo che in pochi hanno scelto di ritirare solo alcune schede non partecipando al voto per le altre. Quindi in molti comuni la percentuale è identica per tutti e cinque i quesiti, mentre in alcuni c’è una variazione di alcuni decimali.

Ed è un dato che poi si riflette anche a livello provinciale passando dal 33,27% di votanti per la scheda numero 5, quella relativa al dimezzamento dei tempi dei di residenza per ottenere la cittadinanza, ai 33,37% del quesito numero 4 sulla sicurezza sul lavoro, passando dai 33,34% dei restanti quesiti, quello numero 3 sui contratti a termine, quello numero 1 (sulla disciplina dei licenziamenti illegittimi) e il quesito 2 (sui licenziamenti e relativa indennità). Su questo dato la particolarità che salta agli occhi è quello di Mulazzo, che per pochi punti percentuali in un caso, il quesito numero 2, supera il 30% di partecipazione mentre resta sotto quella soglia per pochi decimi di punto negli altri quattro quesiti referendari. A proposito della quota 30% sono undici (oltre al succitato caso di Mulazzo) i comuni della provincia che hanno superato quella quota, il dato più alto si registra a Fosdinovo dove si arriva a 34,92% seguito da Massa (34,41%), Pontremoli (33,91%), Carrara (33,55%) e Filattiera (33,30%). Insomma nessun comune si è particolarmente distaccato dalla media provinciale, sia in più che in meno, con l’unica eccezione di Bagnone dove la partecipazione si è fermata al 24,19%, unico comune sotto il 25%, con Tresana (28,30%) e Zeri (28,45%) che lo seguono.

Netta vittoria dei “sì”, solo il quesito sulla cittadinanza ha visto una maggioranza meno chiara
Momento del voto
Momento del voto

Questo per quanto concerne l’affluenza, per quanto riguarda poi le votazioni, il dato è abbastanza chiaro con una netta, come del resto era prevedibile, vittoria dei sì, con percentuali a favore che oscillano nei singoli comuni tra l’85% fino al 91%.

In tre casi il comune che espresso più sì è Montignoso (92,1 nel primo quesito, 90,61 nel secondo, 91,9 nel terzo) superato solo da Massa nel quarto (90,46) e solo da Casola nel quinto (69,44%). Ma alla premessa generale ci sono due eccezioni, la prima riguarda il comune di Comano con la percentuale più alta di “no” in tutti i quesiti (sempre oltre al 20% nei primi quattro), e soprattutto il quinto quesito che ha visto prevalere il sì, ma di misura nettamente minore rispetto agli altri quattro. In questo caso nessun comune supera il 70% dei “sì” (sfiorato dai già citati casi di Casola e Montignoso) e addirittura il no sfiora il successo nel caso di Comano, ma complessivamente sono ben 9 i comuni in cui, in questo caso, non si supera la soglia del 60% di voti per il sì.

(Riccardo Sordi)

I dati del referendum 2025 comune per comune
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